Il folle piano della camorra: ricostruire la Nuova Famiglia

Ciro Formisano,  

Il folle piano della camorra: ricostruire la Nuova Famiglia

«Dottore, io ho già fatto i nomi di 20, 30 persone. Ma ce ne erano tante altre. Avevamo un progetto comune: ricostruire la Nuova Famiglia». E’ il giugno del 2016. Davanti ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli c’è un pentito di primo piano. Si chiama Sandro Contaldo, è un ex ras di Pagani che dietro le sbarre si è fatto amicizie importanti. Al punto da diventare uno dei protagonisti di un piano tanto folle quanto ambizioso: rimettere in piedi la spietata federazione criminale che tra gli anni ‘70 e ‘80 ha messo in ginocchio la Nuova Camorra Organizzata del boss defunto Raffaele Cutolo. Un “sogno” nato dietro le sbarre dei penitenziari italiani. Da Padova a Palermo, da Napoli a Voghera, fino al braccio di massima sicurezza del carcere di Ascoli Piceno, lì dove fu recluso per un periodo anche lo stesso Cutolo. «Venni a sapere di questo progetto nel 2004, ad Ascoli Piceno. Parlai con un fedelissimo di Ferdinando Cesarano. Mi disse: “Sandro fuori ormai non si capisce più niente, quello che c’era prima ormai è andato allo sfascio». Il concetto alla base di quel progetto era riprendere il controllo dei territori. Ricostruire una catena di comando chiara per spazzare via gli impeti dei nuovi boss. «Nei paesi devono comandare le persone che sono legittimate, ora non si capisce niente, chiunque si alza la mattina vuole comandare». Secondo il collaboratore di giustizia di questo piano criminale avrebbe discusso anche con altri pezzi da 90. Nei verbali infarciti di omissis spunano, infatti, i nomi di Eduardo Contini e soprattutto Angelo Moccia di Afragola. Ecco Moccia è considerato tra i promotori della “rifondazione” criminale.  Un progetto che passava anche da quelle terre che per decenni sono state nelle mani di Cutolo. E non è un caso che queste dichiarazioni sono state inserite dall’Antimafia nel fascicolo d’indagine culminato nell’arresto di Rosario Giugliano, ex killer di Pasquale Galasso, il padrino pentito che assieme a Carmine Alfieri e Mario Fabbrocino decise di fondare, appunto, la Nuova Famiglia. Secondo quanto racconta Sandro Contaldo ai pm, Rosario ‘o minorenne sarebbe stato stipendiato proprio da Angelo Moccia. Ma torniamo al progetto dei boss. A quei trenta nomi pronunciati dal pentito. E soprattutto a come è naufragato, nel giro di pochi anni, il folle piano di mettere le mani su tutta la Campania. «Prima al 41-bis scendevano 15 persone al passeggio  – dichiara il pentito – E’ stato Alfano (l’ex ministro ndr) che ha ristretto molto la situazione, ma prima era proprio una favola il 41-bis». I boss al carcere duro non hanno più quella libertà di comunicare che gli era concessa negli anni precedenti. E quindi imbastire dal carcere le trame di un progetto simile diventa praticamente impossibile. Un tema importante, specie in tempi di dibattito sulle misure restrittive imposte ai capi-mafia. @riproduzione riservata

CRONACA