Sorrento, patto antimafia per il controllo degli appalti

Salvatore Dare,  

Sorrento, patto antimafia per il controllo degli appalti

Un protocollo d’intesa antimafia per difendersi dal rischio di infiltrazioni camorristiche anche nella pubblica amministrazione. E’ quello che la giunta di Sorrento ha deciso di sottoscrivere con Prefettura di Napoli, Città metropolitana e Camera di Commercio di Napoli. Si tratta di un segnale importante che arriva a poche settimane dagli sviluppi di un’inchiesta della Procura distrettuale Antimafia di Napoli che sta portando a galla elementi inquietanti come l’obiettivo della camorra di acquisire strutture turistiche in penisola sorrentina. A rivelarlo è stato un collaboratore di giustizia che ha dichiarato di essere a conoscenza del fatto che la cosca di Scanzano risulti essere proprietaria di un albergo. Il protocollo si compone di 21 pagine e 15 articoli. Innanzitutto, si prevedono controlli antimafia a opere pubbliche, concessioni, servizi e forniture, del commercio e dell’urbanistica. Obiettivo? Si «mira a incrementare le misure di contrasto ai tentativi di infiltrazione mafiosa nell’economia legale, garantendo la trasparenza e la prevenzione di ingerenze indebite nelle procedure di affidamento e di esecuzione delle opere ed autorizzazioni». Col protocollo si applica l’esclusione dalle gare d’appalto degli imprenditori che non denunciano di essere stati vittime di concussione o di estorsione aggravata. C’è di più: con l’adozione del protocollo, il Comune si impegna ad acquisire informazioni antimafia anche per gli appalti e le concessioni superiori a 250mila euro e per subappalti o lavori di forniture e servizi di importo pari o superiore a 50mila. Rientrano in questi casi anche le imprese “ausiliare”. Non solo: informazioni antimafia dovranno essere richieste per fornitori e titolari di servizi pubblici come trasporto di materiali a discarica, smaltimento rifiuti, estrazione e trasporto di terra, confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e bitume, noli a freddo di macchinari, fornitura di ferro lavorato, noli a caldo, autotrasporto conto terzi, guardiania dei cantieri, fornitura e trasporto di acqua, servizi di mensa, pulizia, autotrasporti, alloggiamento del personale e somministrazione di manodopera. Nel protocollo c’è un articolo che obbliga l’ente a inserire nei contratti pubblici una clausola con cui l’appaltatore assume obbligo di fornire alla Prefettura i dati relativi alle società, alle imprese subcontraenti e terze interessate all’esecuzione dell’opera. E’ stabilito pure che le imprese accettano implicitamente ogni elemento del protocollo antimafia con l’inserimento nel contratto dell’obbligo di informare la magistratura di qualsiasi tentativo di interferenza illecita, proposte corruttive o di “protezione”. Obbligatoria l’acquisizione di informazioni antimafia anche nel campo delle convenzioni di lottizzazione per le opere di urbanizzazione.

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