Il consiglio comunale di San Giuseppe Vesuviano dice di «no» ai test anti-droga ai politici

Andrea Ripa,  

Il consiglio comunale di San Giuseppe Vesuviano dice di «no» ai test anti-droga ai politici

Test anti-droga ai politici di San Giuseppe Vesuviano, il consiglio comunale dice di «no» alla mozione presentata da 5 esponenti della minoranza per dare un segnale contro la dipendenza dall’uso di sostanze stupefacenti, sempre più diffusa tra i giovani e con dati allarmanti che riguardano anche la comunità vesuviana. Tuttavia la discussione è servita per mettere sullo stesso binario – ed anche questa è una grossa novità – due storici rivali come Vincenzo Catapano, sindaco leghista di San Giuseppe Vesuviano, e Antonio Agostino Ambrosio, ex primo cittadino e leader della minoranza, entrambi nel mini-fronte per il «sì» ai drug test. Per il resto, nell’assise cittadina nessuno – con più o meno motivi plausibili – decide di sottoscrivere la mozione nata «per un nobile motivo», come spiega il relatore Antonio Agostino Ambrosio. «C’è la volontà di dare un segnale forte, di opposizione alle dipendenze da stupefacenti. Che arricchiscono le organizzazioni criminali sulla pelle di tanti giovani inconsapevoli». Parole capaci di convincere solo due esponenti della maggioranza, tra cui il sindaco, pronti a effettuare i test anti-droga. «Peccato che l’intento sia stato sminuito», avrà a dire a termine votazione il medico prestato alla politica. Nonostante il voto contrario della mozione ha invece annunciato che si sottoporrà al test tricologico – che è più affidabile e va più indietro nel tempo – il primo cittadino, Vincenzo Catapano. «Pubblicherò anche l’esito degli esami. Noi amministratori abbiamo l’obbligo di essere il primo baluardo del rispetto della legge. Sono sempre stato contro la droga e sempre lo sarò». Come lui anche Franco Santorelli, braccio destro del primo cittadino, e favorevole alla mozione. Nella fronda del «sì» anche Michele Sepe e Luigi Moccia, della minoranza. La discussione sui droga-test ai politici ha tuttavia ha aperto una discussione su una grave emergenza che attanaglia l’intera comunità. Un tema che spesso viene accantonato. Nicola Carillo del gruppo di Progetto Vesuviano, in accordo con Andrea Ementato, Vincenzo Ambrosio e Rosa Miranda, chiede «l’istituzione di una delega alle dipendenze e di un’apposita commissione consiliare». «Perché è nelle istituzioni che s’affronta il problema». Critico nei confronti della mozione anche Antonio Borriello, esponente della minoranza e unico a esprimere un parere profondo sull’uso delle droghe leggere. «Di cui sono sostenitore», dice il leader del Collettivo Vocenueva. «Non è così che combattiamo le dipendenze. Dovremmo chiederci cosa ha fatto l’amministrazione in questi anni. La verità è che bisogna mettere in campo azioni concrete per combattere questo fenomeno. Poi se volete sono pronto a sottopormi a qualunque test perché non ho nulla da nascondere. Anche a sorpresa». Test da cui hanno deciso di sfilarsi anche Alessandro Ambrosio che ha definito una «bassezza» la mozione presentata dal leader della minoranza e Saverio Carillo che ha sentenziato come una «volontà di pariare (divertimento, ndr)» il tentativo di effettuare gli esami dei peli per scoprire sull’uso delle sostanze stupefacenti. I politici di San Giuseppe Vesuviano, dunque, decidono di evitare di effettuare il test anti-droga. Toccherà ora al buon senso degli amministratori, in via del tutto personale, decidere se effettuare gli esami clinici oppure no.

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