Il giallo di Grazia, dall’autopsia la svolta chiave per le indagini sulla tragedia di Pompei

Salvatore Piro,  

Il giallo di Grazia, dall’autopsia la svolta chiave per le indagini sulla tragedia di Pompei
La vittima Grazia Severino

Pompei. E’ il giorno della verità per acquisire nuovi elementi sul giallo che ruota attorno alla morte di Grazia Severino, la 24enne di Pompei trovata giovedì scorso davanti a un garage con le caviglie spezzate e alcuni colpi all’addome. La pista su cui la Procura di Torre Annunziata continua a indagare resta quella del suicidio. Ma oggi il medico legale effettuerà l’esame autoptico. Obiettivo: stabilire se vi sia stato un qualsiasi intervento esterno che possa modificare l’ipotesi su cui lavorano gli inquirenti. Il punto cruciale sarà quello di accertare se, come hanno sostenuto nell’immediatezza degli eventi i medici del 118 e dell’ospedale San Leonardo di Castellammare dove giovedì pomeriggio la giovane è giunta priva di vita, un rapporto sessuale. Un elemento che, sicuramente, cambierebbe lo scenario della situazione. Intanto si sta procedendo ad analizzare il suo smartphone: telefonate, chat watshapp, messaggi per capire cosa sia accaduto nelle 48 prima del gesto. Grazia avrebbe scelto una data simbolica, il giorno del suo 24esimo compleanno, per farla finita. Così, tra le ore 16 e le 17:30 di un pomeriggio di primavera, sarebbe entrata in stato descritto da  vari testimoni come “confusionale” all’interno del condominio La Salle al civico 12: un palazzo alto e signorile con sede a centottanta metri dal Santuario, e che inoltre Grazia conosceva bene. Perché la giovane di via Plinio, quando era minorenne, nello stesso palazzo in cui due giorni fa è entrata per l’ultima volta faceva infatti doposcuola agli studenti. Ad avvalorare l’ipotesi del suicidio, ancora, il ritrovamento di una borsa con dentro gli effetti personali di Grazia: una borsa color blu scuro, contenente un paio forbici, che la giovane avrebbe utilizzato per colpirsi da sola, per tre volte, sull’addome. La borsa, rinvenuta da due uomini, testimoni residenti nel palazzo che infine l’hanno consegnata ai carabinieri, era appoggiata sul davanzale di un finestrone aperto al quarto piano del condominio. Grazia, prima di farla finita, si sarebbe inferta tre fendenti all’addome, poi sarebbe salita sul davanzale, gettandosi quindi nel vuoto: testa alta e gambe sotto, da qui, dunque, la fratture di entrambe le caviglie, forse anche del bacino, il poco o nulla sangue sull’asfalto, la nuca ancora integra. Intanto venerdì sera gli amici di Grazia Severino hanno pregato sul luogo della morte della giovane 24enne di Pompei. Circa 20 i ragazzi radunatisi intorno alle 20:30, davanti ai garage sotterranei in I Traversa Carlo Alberto. Si tratta dei maledetti box in cui Grazia ha trovato la morte giovedì scorso. Gli amici della giovane, a distanza di circa 48 ore dalla sua scomparsa, hanno voluto ricordarla così: una dolorosa preghiera, recitata sul luogo del probabile suicidio di Grazie, infine un lancio di palloncini bianchi rivolti verso il cielo di Pompei. Ieri, poi, anche un manifesto apparso per le strade della città per ricordare la ragazza.

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