Scempio cimitero a Torre del Greco: defunti trasportati con un tre ruote per le sepolture

Alberto Dortucci,  

Scempio cimitero  a Torre del Greco: defunti trasportati con un tre ruote per le sepolture
Lo scempio sepolture a Torre del Greco

Torre del Greco. Sono le nove del mattino e un Piaggio Apecar supera l’ingresso principale del cimitero cittadino. Trasporta una bara e diverse corone di fiori depositate da familiari e amici del defunto: potrebbe sembrare un’immagine dei primi anni Sessanta – all’epoca in cui il motocarro a tre ruote sembrò la soluzione di trasporto ideale per un’Italia uscita stremata dalla seconda guerra mondiale – ma, invece, rappresenta l’ennesimo scempio registrato tra i viali dell’eterno riposo della quarta città della Campania. Dove, evidentemente, polemiche e disagi non finiscono mai.

La «biga» fuori uso

La storia dell’ultimo scempio registrato all’interno del camposanto parte da lontano. A inizio marzo la bici elettrica con carrello – ribattezzata «biga» dagli addetti ai lavori per la somiglianza con il cocchio di epoca romana – utilizzata per il trasporto delle bare dalla camera mortuaria ai campi per le sepolture finisce fuori uso. Sembra un guasto di «ordinaria amministrazione» e la necessità di procedere a una riparazione urgente viene subito segnalata al dirigente del competente settore comunale: dovrebbe essere un intervento di pochi giorni – in modo da limitare al massimo i disagi, sia per gli operatori del cimitero sia per i familiari dei defunti – ma, a distanza di circa due mesi, la bici elettrica resta ferma ai box.

Malumori e proteste

Per tamponare la prolungata assenza del mezzo di servizio, gli addetti alle sepolture hanno recuperato un comune «tre ruote» finito immediatamente al centro di malumori e polemiche. «Sono scene da terzo mondo, una vergogna assoluta denuncia la figlia dell’ultimo defunto trasportato in Apecar -. Già siamo costretti a sopportare il dolore per la perdita dei nostri cari, desiderare un ultimo viaggio decoroso credo rientri nelle aspettative di chiunque». In effetti, in due mesi, le lamentele non sono mancate. Ma, fino a oggi, non hanno prodotti risultati di sorta. «Abbiamo sollecitato gli uffici per provare a ottenere la riparazione della bici elettrica – spiega Pasquale Magliacane, direttore del cimitero -. Ma sembra nessuno sia in grado di sistemare il guasto». Eppure comprare un mezzo ex novo non sarebbe particolarmente dispendioso per un Comune «sano» sotto il profilo economico: «Il prezzo di una biga si aggira intorno ai duemila euro – prosegue il responsabile del camposanto – ma l’acquisto non sembra rientrare nei piani immediati dell’amministrazione comunale». Tradotto in parole povere: l’immagine dei defunti in Apecar potrebbe diventare la «normalità» in una città dove perfino ai morti è negato un trasporto pubblico dignitoso.

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