Il piano anti-crisi per i ristoranti di Boscoreale: tavolini gratis fino a ottobre

Pasquale Malvone,  

Il piano anti-crisi per i ristoranti di Boscoreale: tavolini gratis fino a ottobre

Suolo pubblico gratuito per le attività di somministrazione di pasti e bevande. Come anticipato da Metropolis, la giunta comunale, su proposta del sindaco Antonio Diplomatico, ha approvato l’esenzione del pagamento della ex Cosap, che da quest’anno è stata sostituita dal canone unico patrimoniale. Il provvedimento, che valido dal primo maggio fino al 31 ottobre 2021, è rivolto alle nuove occupazioni e gli ampliamenti dei dehors dei pubblici esercizi di somministrazione già censiti, realizzati con arredi mobili. L’esenzione sarà totale per i titolari di bar, ristoranti e altre attività commerciali che richiederanno occupazioni temporanee del suolo pubblico con strutture rimovibili (tavolini, sedie, pedane e ombrelloni) purché gli arredi siano funzionali alla loro attività. È una misura straordinaria che parte dalla situazione di forte crisi del commercio locale e analizzato tra le potenziali misure di contenimento dell’emergenza in corso, quella di consentire ai pubblici esercizi di ampliare i dehors esistenti e di crearne di nuovi, nel caso non ne avessero ancora fatto richiesta, con l’obiettivo di rendere la procedura di richiesta in capo agli esercenti più semplice e snella e di supportare i commercianti nel difficile momento della ripresa attività. Il presupposto da cui nascono i protocolli operativi per la ripartenza delle attività è la necessità di distanziamento sociale. Fondamentale è quindi il mantenimento della distanza tra un cliente e l’altro e tra il cliente e l’operatore per ridurre ogni possibilità di contagio. In questo senso sono quindi favorite le attività all’aperto che consentono di mantenere le distanze di sicurezza. Per tali motivi il primo cittadino, che ha fatto sua la proposta anche in qualità di titolare della delega al bilancio, ha considerato che i dehors ove già esistenti, o la creazione di nuovi, può consentire agli esercenti di svolgere la propria attività prevalentemente all’aperto e di diluire la presenza della clientela in uno spazio maggiore. Intanto, ci sarà tempo fino al 30 giugno 2021 per presentare la domanda che dà diritto all’esenzione dell’Imu a favore delle attività produttive colpite dalle restrizioni conseguenti alla pandemia. Uno dei criteri per accedere all’esenzione del saldo Imu 2020 è che gli stabili siano ubicati nei comuni delle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, ovvero le regioni rosse, nel periodo compreso tra l’emanazione del Dpcm del 3 novembre 2020 e la data di scadenza del versamento del saldo dell’IMU, ovvero il 16 dicembre 2020. Altro criterio è che i soggetti passivi d’imposta coincidano con i gestori e che l’attività sia esercitata in forma imprenditoriale. L’esenzione dell’acconto è riservata per gli immobili categoria catastale D/2 (alberghi e pensioni) e relative pertinenze, immobili degli agriturismo, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence; immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercitanti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni.

CRONACA