Torre Annunziata. “Ciao, mi dispiace molto per tuo padre. E’ stato molto coraggioso e io lo stimo. Tu sei una ragazza molto forte, vedere tuo padre essere ucciso è brutto. Credo che questo dolore ti rimarrà dentro per tutta la vita, ma tu non farti mai mettere i piedi in testa. Fatti valere per quello che sei! Non sei sola. Tutta la città ti darà forza”. A scrivere, stavolta, è un bimbo di Torre Annunziata, precisamente della zona sud: uno studente delle elementari, che ha appena 10 anni, frequenta la classe quinta presso l’Istituto Comprensivo Leopardi, la scuola di frontiera con sede in via Cavour, nel cuore del rione Carminiello. Il suo pensiero va proprio dritto al cuore di Maria Adriana Cerrato, la figlia di Maurizio, il 61enne custode degli Scavi di Pompei ucciso la sera del 19 aprile scorso dal gruppo di belve entrato ferocemente in azione all’interno del parcheggio in via IV Novembre. La lettera del piccolo studente, in ogni sua parola e immagine, trasuda vita oltre la morte: è un ultimo baluardo di speranza e di orgoglio, pronto a essere scagliato contro ogni ricatto criminale. Questa lettera, in fondo, significa voglia di riscatto, incarnando sentimenti puri e innocenti, condoglianze sincere scritte dietro ai banchi di una scuola, il primo avamposto di civiltà in un territorio continuamente martoriato. Aldilà dell’ultimo barbaro delitto, che offende una comunità intera, resta dunque la speranza: è l’argine culturale contro la barbarie, costruito quotidianamente, a fatica, dai docenti e dalla dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di periferia.

Dopo l’ultima esplosione, in città, dell’emergenza criminale, la preside Antonella D’Urzo, insieme all’insegnante Giovanna De Falco, ha voluto far riflettere i suoi piccoli studenti sull’importanza del concetto di legalità: è questo il primo input per cercare un arduo riscatto civile, la rinascita di una città, la ribellione a ogni forma di sopruso. Alla scuola Leopardi, dopo l’efferato delitto, è così partito un modulo interdisciplinare di legalità e di educazione civica, che ha coinvolto tutti gli studenti delle cinque classi Quinte dell’intero istituto. “L’idea è in realtà partita dagli stessi alunni che, in un primo momento, subito dopo l’omicidio, erano scossi, finanche guardinghi. Quasi ammutoliti. Poi, con il passare dei giorni e delle lezioni, sono infine riusciti a esprimere i loro pensieri sull’omicidio e sull’ultima emergenza criminalità esplosa nella loro città: Torre Annunziata” commenta ora la professoressa De Falco. I suoi studenti, penne e matite colorato in mano, hanno fatto disegni, scritto lettere di condoglianze per Maria Adriana e mamma Tania Sorrentino, la vedova Cerrato. Sono circa dieci letterine, saranno tutte consegnate alla famiglia. “Abbiamo invitato la signora Tania presso la nostra scuola” conferma infatti la preside dell’Istituto Leopardi, Antonella D’Urzo “i ragazzi vorrebbero esprimerle di persona le loro condoglianze, consegnare alla vedova e a sua figlia i loro pensieri”. Il progetto, come spiegato a Metropolis dalla professoressa De Falco, tra i banchi di scuola è partito dalla riflessione fatta dai ragazzini sulla celebre frase lasciata a tutti in eredità dallo scrittore sovietico Isaak Asimov: “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”.

Da qui, poi, la partenza del progetto di legalità in classe, con gli studenti che hanno quindi dato libero sfogo ai loro pensieri. Si tratta di lettere di condoglianze, scritte di getto, mai corrette: significano puro istinto, la penna è “corsa” libera su dei fogli a quadretti. “Tuo papà sarà sempre al tuo fianco. Ti sarà grato di quello che hai fatto per lui” scrive ancora Cristina, che sta frequentando la VD. “Hai una vita davanti e, per questo, non devi farti intimorire” ricorda invece un altro  ragazzino alla giovane Maria Adriana.

E ancora: “Fai passare questo dolore molto presto, perchè tu sei una ragazza meravigliosa. Pensa anche alla tua sorellina di otto anni, pensa come anche lei stia soffrendo. Ricorda che tuo padre non ti lascerà mai. Lui non dimenticherà di avere una figlia coraggiosa come te”. L’ultima letterina per Maria Adriana, scritta dietro ai banchi della scuola di periferia, al rione Carminiello, è poi questa: “Condoglianze per tuo papà, non piangere, fatti forza. Coraggio, Maria Adriana”. La stessa lettera si conclude con un disegno a colori: ritrae la vittima delle belve di via IV Novembre a Torre Annunziata, papà Maurizio, proprio lui, disegnato come un angelo: Maurizio, in testa, ha un’aureola, è vestito di verde scuro, due ali celesti sono poi pronte per spiccare l’ultimo volo al cielo. Maurizio Cerrato, il papà massacrato nel parcheggio di via IV Novembre, nell’ultimo disegno fatto dai ragazzi, in fondo, sorride…

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