Torre del Greco, chiesetta sommersa dai rifiuti. L’anatema del parroco: «Comune assente»

Teresa Borriello,  

Torre del Greco, chiesetta sommersa dai rifiuti. L’anatema del parroco: «Comune assente»

Torre del Greco. Prosegue la tragicomica gestione dell’igiene urbana all’ombra del Vesuvio. La città resta in ginocchio tra i propri rifiuti, a dispetto degli spot-social dei politici relativi a interventi di bonifica e spazzamento. Emblematica della situazione di generale degrado e criticità sono le condizioni della piccola chiesa di Sant’Antonio Abate, l’edificio sacro di via Nazionale a due passi da via Antonio De Curtis.

La chiesetta monumentale, presso cui si riunisce un gruppo di preghiera nel fine settimana, rappresenta l’immagine del fallimento del sistema di raccolta porta a porta: all’esterno del secolare edificio, infatti, si concentrano cumuli di spazzatura capaci di ostacolare perfino il passaggio dei pedoni. «Parliamo di una guerra infinita –  spiega tristemente padre Mario Folliero, parroco della chiesa di Sant’Antonio da Padova e sovraintendente della piccola chiesa monumentale – In varie occasioni ci siamo rivolti al Comune, esponendo l’annoso problema: tuttavia, la situazione si ripresenta con drammatica puntualità. La “chiesina” di Sant’Antonio Abate non è mai stata preservata da questa piaga incorreggibile e insanabile dell’immondizia, in particolare negli ultimi tre anni».

Tre anni in cui nessuno si è seriamente preoccupato di risolvere l’emergenza legata ai sacchetti selvaggi: «A mio parere, sono molteplici le questioni sospese da tenere a mente in questa battaglia, affinché possano essere risolte – sottolinea padre Mario -. Il problema più rilevante è il fatto che la spazzatura non sia prelevata né tanto meno differenziata da chi dovrebbe effettuare queste procedure di pulizia della città».

Ma non solo: «A ciò si va a sommare la scarsa sensibilizzazione in materia ambientale e, in particolare, alla questione dei rifiuti – sottolinea il parroco della chiesa di Sant’Antonio da Padova -. Sarebbe necessario, infatti, formare nonché educare correttamente la cittadinanza al rispetto dell’ambiente e della città stessa, deturpata dai rifiuti e dagli scempi che vive giornalmente». Un «consiglio» fino a oggi rimasto inascoltato dalla classe politica locale.

©riproduzione riservata

CRONACA