Gragnano, minore accoltellato. La confessione del 15enne fermato «Chiedo perdono»

Elena Pontoriero,  

Gragnano, minore accoltellato. La confessione del 15enne fermato «Chiedo perdono»

La lite tra ragazzini finita nel sangue è raccontata, nei particolari, proprio dall’unico quindicenne finito dietro le sbarre con la grave accusa di tentato omicidio. Una prima rissa che ha poi innescato un più pericoloso meccanismo di vendetta, perché uno del branco era stato pestato ma non certo ferito. Tanto è bastato per armare la mano di R.M., di appena 15 anni, che davanti al gruppo ha dovuto dimostrare la sua forza, colpendo all’addome e alla schiena un coetaneo che, ancora oggi, resta ricoverato presso il reparto di Chirurgia dell’ospedale stabiese, per la lesione della pleura del polmone sinistro. «Non volevo ucciderlo, chiedo perdono a lui e alla sua famiglia.  Ho preso il coltello perché volevo soltanto intimorirlo». Ha soli 15 anni e intorno a lui ci sono le mura di un centro per detenzione per minorenni, piuttosto che il calore della famiglia e le giornate spensierate trascorse a seguire le lezioni in Dad e a chiacchierare con gli amici. Tutto sparito per aver cercato di imitare i “grandi”, quei grandi sbagliati che di certo in qualche modo avrebbero potuto influenzare un adolescente con la voglia di giocare al boss. Domande a cui sono susseguite risposte fiume, durante l’interrogatorio che si è svolto ieri mattina all’interno del centro penitenziario per minorenni dei Colli Aminei. Il giovane indagato ha deciso di vuotare il sacco, fornendo dettagli sull’orrenda vicenda e indicando al giudice dove è stato gettato il coltello, utilizzato durante la folle sera di lunedì scorso, per punire quello che era diventato un nemico e soltanto per aver difeso un altro compagno sempre minorenne.Nessuna censura nella versione raccontata al giudice, al quale R.M. ha ribadito più volte di essere cosciente del grave gesto chiedendo scusa a tutti.

«E’ stata una reazione incontrollata», ha aggiunto il quindicenne, iscritto al secondo anno dell’istituto superiore Ferrari di Gragnano e adesso rinchiuso in una cella del penitenziario per minorenni di Napoli. Difeso dall’avvocato Patrizio Mascolo, il ragazzino dovrà rispondere dell’accusa di tentato omicidio. Non unico raggiunto da un provvedimento, infatti nel registro degli indagati sono stati iscritti un secondo minorenne e due maggiorenni (di cui uno difeso dall’avvocato Roberto Attanasio) che hanno preso parte alla spedizione punitiva, cagionando lesioni personali all’adolescente colpito con caschi, calci e pugni e finito con le coltellate.

E ancora: mentre il gip raccoglieva la confessione fiume del giovane detenuto uno degli altri indagati si sarebbe presentato spontaneamente presso la caserma dei carabinieri, per riavvolgere il nastro e raccontare la sua versione dei fatti. Confessioni che dovranno poi combaciare, soprattutto con quelle fornite dalla vittima che nei prossimi giorni potrebbe entrare nella sala operatoria per un delicato intervento chirurgico.

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