Stabia-Casertana, terzo atto. All’andata la svolta per le Vespe

Michele Imparato,  

Stabia-Casertana, terzo atto. All’andata la svolta per le Vespe

Dalla Casertana alla Casertana. Dall’inferno al paradiso nel giro di tre mesi e mezzo. Si può dire senza dubbi che il campionato della Juve Stabia è cambiato, radicalmente, dopo la partita persa all’andata contro la Casertana.
Quella sconfitta era arrivata nel momento più nero della squadra stabiese caduta in un vortice di sconfitte e contestata anche dai tifosi. In molti avevano chiesto la testa di Padalino alla società di Langella, ritenuto tra i responsabili di una stagione che fino a quel momento sembrava avviarsi a essere fallimentare con le Vespe ai margini dei playoff.

Il cambio modulo
Da quel derby perso al Menti contro la Casertana, allora nel massimo periodo di forma e risultati, la Juve Stabia ha avuto la forza di sapersi rialzare. Una delle mosse vincenti si è rivelata il cambio di modulo. Padalino, con sagacia, ha cambiato vestito alla sua squadra passando dal 4-3-3 al 3-5-2 fino al 3-4-3. Un cambio sicuramente dettato anche dalla nuova rosa uscita fuori dopo la chiusura del mercato di gennaio.
Nelle ultime 17 gare di campionato (a partire dal match con la Vibonese in cui c’è stato l’abbandono definitivo al 4-3-3 e il passaggio al 3-5-2, poi diventato 3-4-3), con il cambio di interpreti nel reparto offensivo nel mercato di gennaio che ha modificato radicalmente il volto delle Vespe, sono stati realizzati dalla Juve Stabia ben 32 gol con una media impressionante di un gol ogni 47. Quasi due gol a partita.

Forma fisica
Una cosa balza subito agli occhi. La Juve Stabia è una squadra che in questi ultimi mesi ha mostrato una condizione fisica invidiabile. Troest e compagni spesso hanno giocato anche tre partite in una settimana e, visti anche i tanti infortunati, pure con gli stessi interpreti. Eppure le Vespe di Padalino non hanno mai mostrato segnali di cedimento dal punto di vista fisico e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

I leader giusti al momento giusto
Juve Stabia che è stata trascinata fino al quinto posto anche dai suoi giocatori di punta. Ogni discorso su Marotta è superfluo. Dell’apporto di carisma e gol portato dall’attaccante si è scritto e riscritto tanto. Un giocatore che è mancato nella prima parte e per il quale va fatto un plauso ai Langella che hanno avuto il coraggio e la bravura di andare a prendere il bomber per fare un salto di qualità. Non solo Marotta. In questi mesi è salito di livello anche Berardocco, l’uomo d’ordine della Juve Stabia. Colui che fa girare la squadra nel vero senso della parola. Berardocco è stato spesso bersagliato nella prima parte di stagione perchè più che altro lontano dalla forma migliore perchè le sue qualità sono sempre state ben note.
Con Berardocco e Marotta sono esplosi anche Vallocchia e Orlando. Il giovane centrocampista è diventato indispensabile per gli equilibri del centrocampo e non solo. Così come lo è Orlando, freccia del tridente d’attacco e all’occorrenza anche rifinitore interscambiandosi con Fantacci.

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