Imprenditore pestato, condannato il boss di Boscoreale

Vincenzo Lamberti,  

Imprenditore pestato, condannato il boss di Boscoreale

Il ras Pesacane condannato per aggressione. Cade l’accusa di estorsione e soprattutto l’aggravante camorristica nei confronti del boss di Boscoreale, Giuseppe Pesacane, 65enne, di Umberto Pesacane, 51 anni, di Giuseppe Ranieri, 53 anni e di Santolo Martire, 54 anni. La vicenda è quella relativa ad un tentativo di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un’impresa edile privata che aveva un cantiere a Boscoreale. Secondo l’accusa infatti, i 4 avrebbero organizzato il pestaggio dell’imprenditore titolare della ditta che sarebbe stato avvicinato e picchiato da due affiliati del clan armati di bastone). Rispetto a questa vicenda i legali di Giuseppe Pesacane, gli avvocati Antonio Rizzo e Brancaccio, di Ranieri sempre l’avvocato Rizzo mentre per Umberto Pesacane e Martire l’avvocato Anselmo sono riusciti a dimostrare l’esclusione della causale estorsiva dell’aggressione. I quattro per tale vicenda hanno rimediato pene lievi (a fronte di un’iniziale richiesta di otto anni di reclusione). I due Pesacane e Ranieri hanno incassato due anni e sei mesi mentre Martire ha rimediato due anni di reclusione. Giuseppe Pesacane, indicato come un ‘pezzo da novanta’ della mala vesuviana, era stato scarcerato nel mese di ottobre 2018 dopo una detenzione durata molti anni. Nell’altro episodio che sempre la Dda aveva contestato al ras e ai suoi complici, i 4 sono stati assolti.  Non vi fu alcuna estorsione. E’ la motivazione con cui il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Napoli, Vinciguerra ha assolto tutti e quattro. Nei loro confronti la Dda aveva chiesto al Gip di firmare altrettante ordinanze di custodia cautelare contestando, a vario titolo, i reati di tentata estorsione continuata ed in concorso, con l’aggravante dell’appartenenza alla camorra ed in particolare al clan Pesacane. A far propendere per l’assoluzione sono state le argomentazioni dei loro legali, I quattro sono stati assolti relativamente ad una presunta vicenda estorsiva ai danni di una impresa aggiudicataria di un appalto inerente lavori di ristrutturazione di un edificio pubblico a Boscoreale. I fatti risalgono al 12 gennaio del 2020: il titolare di un’impresa edile ottiene un appalto per il rifacimento del manto stradale in piazza Papa Giovanni XXIII. Allestisce il cantiere che però si trova proprio a ridosso dell’abitazione di Giuseppe Pesacane. Per l’accusa, avrebbe radunato i suoi stretti collaboratori, suo fratello Umberto, Giusepp e Ranieri e Santolo Martire chiedendo ai fedelissimi di avvicinare l’imprenditore e intimidirlo. Nessuna richiesta estorsiva, ma prima di tutto la dimostrazione che la camorra non scherza. Poi, dopo qualche giorno, sarebbe arrivato il pestaggio. Che, secondo la sentenza del Gup, non ebbe matrice camorristica. Per gli inquirenti, però, Pesacane stava tentando di riorganizzare l’omonimo clan, la cui influenza nel recente passato era scemata a causa dello stato detentivo di diversi elementi di spicco.

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