Maxi truffa all’Enel da 1,7 milioni, incastrata la cricca del Vesuviano: ecco chi sono i 19 indagati

Mario Memoli,  

Maxi truffa all’Enel da 1,7 milioni, incastrata la cricca del Vesuviano: ecco chi sono i 19 indagati

Furto di corrente, l’inchiesta sulla maxi truffa da 1,7 milioni di euro all’Enel allarga. Sale a 19 il numero degli indagati nell’ambito della maxi inchiesta coordinata dalla procura di Nocera Inferiore. Dopo le misure cautelari spiccate a carico di Davide Amendola, 48enne di Pagani con precedenti, Natale Aquino e Annunziata Truvolo, entrambi di Boscoreale, titolari di una panetteria, e Salvatore Calabrese, di Pagani, 48anni, gestore di un supermercato, risultano indagati Enrico Nigro, 61anni di Nola, Antonio Catena, 63 anni di Giugliano, Daniele Abate, di Baronissi, 42 anni, Pasquale Agovino, 54 anni di Striano, Virgilio Amanteo di Torre Del Greco, 66 anni, Francesco Ancorato, di Trecase, 51 anni, Amalia Cirillo, di Scafati, 39 anni, Silvana Consalvo di Pagani, 63 anni, Michele Conte di Salerno, 39 anni, Nicola De Gregorio, di Angri, 40 anni, Salvatore Ferraioli di Corbara, 61 anni, Francesco Prisco, di Cava de’Tirreni, 62 anni, Giuseppe Riccardi di Pollena Trocchia, 62 anni, Carlo Sardone, di Mercato San Severino, 34 anni, Raffaele Zeno, di Portici, 80 anni. Amendola, già noto alle forze dell’ordine, ha scelto di rinunciare all’interrogatorio di garanzia davanti al gip del tribunale nocerino: con gli altri tre è indagato a vario titolo per i reati di furto aggravato, truffa aggravata, sostituzione di persona e falsi documentali, commessi in concorso, nell’ambito di forniture di energia elettrica e gas naturale. Gli altri coinvolti, invece, rispondono di singoli episodi a vario titolo. Le indagini, scaturite da una denuncia presentata da Enel, sono partite a novembre 2015 e sono terminate a dicembre 2017. Gli accertamenti hanno consentito di «individuare un gruppo criminale composto da tre imprenditori, un tecnico dipendente della società Italgas e tre tecnici elettricisti dediti alla commissione di furti aggravati ai danni delle aziende erogatrici di servizi energetici Enel e Italgas». Sono state documentate irregolarità commesse nell’ambito di attività commerciali e industriali dell’Agro nocerino-sarnese: il tutto si sarebbe concretizzato attraverso la manomissione dei contatori con alterazione dei circuiti elettronici, l’alterazione dei cronografi e l’installazione di radiocomandi per l’interruzione comandata delle fasi. Dall’inchiesta è emerso quanto collaudato fosse il meccanismo di voltura dei contatori in grado di schermare i consumi, arrecando danni economici all’ente gestore. Il sistema sarebbe funzionato con un meccanismo che ricorda in proporzione quello delle società cartiere, attraverso la costituzione di entità in realtà vuote, esistenti solo formalmente, in modo da rendere impossibile individuare le persone fisiche. In questo caso gli intestatari. Nel caso specifico, si tratta di consumatori, gestori di locali pubblici, attività commerciali dai consumi energetici importanti. L’indagine parte al tribunale di Napoli Nord che però poi si dichiara non competente sul territorio salernitano e quindi il procedimento viene ‘spacchettato’ sulle due Procure.  Il danno quantificabile per oltre un milione e 700mila di euro, ai danni di Enel Energia ed altre società del settore.

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