La camorra dei rifiuti a Torre del Greco: sabotaggi alla ditta Nu, indagini su furti e raid

Alberto Dortucci,  

La camorra dei rifiuti a Torre del Greco: sabotaggi alla ditta Nu, indagini su furti e raid
Nuove ombre sul settore rifiuti a Torre del Greco

Torre del Greco. L’ultimo raid è scattato in via Sotto ai Camaldoli, durante un’ordinaria operazione di trasbordo dei rifiuti tra due compattatori in «sosta tecnica» ai piedi del colle di Sant’Alfonso: ignoti, arrivati a bordo di un’auto nera, si sono introdotti all’interno dei mezzi della ditta Buttol – il colosso ambientale con sede legale a Sarno vincitore dell’appalto per la gestione dell’igiene urbana a Torre del Greco – e sono riusciti a portare via le chiavi dal cruscotto di accensione di entrambi gli autocarri a quattro assi. Un furto sostanzialmente trascurabile sotto il profilo economico, ma importante sotto l’aspetto pratico perché capace di bloccare il regolare svolgimento del servizio Nu. E sintomatico del «vento» tornato a soffiare su un settore già finito in passato al centro delle attenzioni della camorra.

L’escalation di terrore

L’episodio è stato regolarmente denunciato ai carabinieri della stazione Capoluogo di viale Campania. Secondo la ricostruzione messa nero su bianco da un coordinatore dei servizi della ditta Buttol, il raid sarebbe scattato intorno alle 21 di martedì scorso: «Eravamo in un’area adiacente via Sotto ai Camaldoli, utilizzata come zona di trasbordo dei rifiuti – il racconto agli uomini in divisa guidati dal capitano Andrea Leacche -. Lì ci sono due compattatori parcheggiati in modo stabile con funzione di raccolta di centralina dai mezzi piccoli». All’improvviso sarebbe spuntata dal nulla un’auto di colore scuro, verosimilmente nero, arrivata a un passo dalle cabine dei mezzi: «Quando, insieme a diversi operai, mi sono avvicinato per capire chi fosse – la denuncia del coordinatore dei servizi – l’auto si è allontanata a tutta velocità. Insospettito, effettuavo un giro di ispezione dei mezzi e mi accorgevo del furto delle chiavi per la messa in moto degli autocarri». Non una novità per il colosso ambientale con sede legale a Sarno, già vittima di 5 analoghi furti dall’inizio del 2021: una serie di mini-sabotaggi dietro cui, il teorema al vaglio degli investigatori, si potrebbe nascondere la longa manus della criminalità organizzata.

Danni a ripetizione

Perché i furti sono solo la punta dell’iceberg dei sabotaggi denunciati dai vertici della ditta Buttol. Negli ultimi mesi si sono moltiplicati, infatti, i raid ai mezzi utilizzati per la raccolta dei rifiuti: specchietti distrutti, bocchettoni per il gasolio otturati o manomessi, carrozzeria danneggiata. Insomma, una sorta di «strategia del terrore» per complicare ulteriormente la gestione – già critica e costellata di difficoltà – della raccolta dei rifiuti in città.

Il debutto esplosivo

Un «clima» capace di riportare alla memoria i giorni caldi del debutto della ditta Buttol a Torre del Greco. Già in occasione del passaggio di cantiere con il consorzio Gema – cacciato via dall’amministrazione comunale targata Giovanni Palomba per i disastrosi risultati registrati sul territorio – il colosso ambientale con sede legale a Sarno venne preso di mira per imporre alcune assunzione. Al culmine della «protesta» portata avanti da un gruppo di aspiranti lavoratori della Nu furono ritrovate due molotov incendiarie all’esterno degli ex Molini Meridionali Marzoli, dove era in corso una riunione per decidere le esclusioni dal passaggio di cantieri. Per quell’episodio, cinque netturbini furono arrestati dalla polizia. Ma, a distanza di 2 anni, l’incubo-malavita torna a «minacciare» il settore rifiuti.

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