L’ufficio relazioni con il pubblico di San Giuseppe Vesuviano è chiuso da due anni: c’è l’esposto in procura

Andrea Ripa,  

L’ufficio relazioni con il pubblico di San Giuseppe Vesuviano è chiuso da due anni: c’è l’esposto in procura

Un esposto in procura per denunciare la chiusura e l’abolizione dell’ufficio relazione con il pubblico del Comune di San Giuseppe Vesuviano. In calce al documento la firma è quella del capogruppo della civica “Forza San Giuseppe”, Antonio Agostino Ambrosio, pronto a denunciare nuovamente una serie di disservizi che si protraggono nel tempo all’interno del municipio di piazza Elena d’Aosta. E l’abolizione dell’Urp, tra l’altro notificata anche al prefetto di Napoli e al Dipartimento per la funzione pubblica  del Ministero, cela anche una serie di silenzi da parte dei funzionari dell’Ente, investiti della vicenda e che mai si sono espressi a riguardo. Lo stop all’ufficio relazioni con il pubblico, previsto dalla legge 150 del 2000, a San Giuseppe Vesuviano è chiuso da due anni. Senza che nessuno sappia né i motivi, né i tempi di riapertura. Ad aggravare la situazione i mancati pareri, chiesti dal leader della minoranza, al segretario generale. «Inoltrati 4 mesi fa», fa sapere Ambrosio. Resta la grana per la comunità, privata di un prezioso servizio. «È assurdo che l’ufficio relazioni con il pubblico,previsto dalla legge 150 del 2000 ,sia stato chiuso e addirittura abolito dai servizi comunali. Il segretario comunale inoltre non ha rilasciato un parere richiesto già da più di quattro mesi sulla obbligatorietà dell’URP e di ciò ne dovrà dar conto agli organi competenti». Nel mirino delle polemiche, dunque, non soltanto la chiusura del passato ma anche le inadempienze dei funzionari attuali che non avrebbero dato seguito a una comunicazione – datata 4 gennaio 2021 – da parte del consigliere comunale. Nella denuncia presentata alla procura della Repubblica di Nola, il capogruppo consiliare di Forza San Giuseppe chiede se lo stop al servizio dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico – interrotto dal luglio 2019 e definitivamente cancellato con una delibera di giunta il 6 novembre 2020 – abbia configurato un reato. Se così fosse a rischiare sarebbero i componenti dell’esecutivo che hanno votato favorevolmente a quella proposta. Mentre il Dipartimento della Funzione pubblica dovrà esprimersi in merito alla possibilità di riattivare il servizio finito oggi al centro di una nuova denuncia.          (ar)

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