Comune, Scavi e Santuario: un patto a tre per il piano urbanistico

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Comune, Scavi e Santuario: un patto a tre per il piano urbanistico

Un vertice tra Comune di Pompei, Soprintendenza Archeologica e Santuario per fare il punto sul piano urbanistico comunale.

Sindaco Lo Sapio, ieri un primo passo per una pianificazione territoriale?

«La novità è sicuramente quella di un incontro con il Direttore del Parco e col Vescovo per parlare del futuro di Pompei. Del resto l’ultimo Soprintendente che era venuto al Comune credo fosse Maiuri. Così come ho raccolto l’indicazione che veniva dal Vescovo di Pompei che chiedeva sinergia con l’amministrazione comunale». Di cosa avete discusso?

«Noi dobbiamo adottare la delibera del preliminare del Piano Urbanistico Comunale: parliamo di linee di indirizzo per il piano urbanistico. Poi, quelle linee andranno applicate. E’ un atto propedeutico che adotta la giunta, ma prima di adottarlo ho voluto questo confronto con i soggetti attivi e centrali della città i quali hanno dato il loro contributo. In più mi hanno assicurato che, entro brevissimo tempo, mi faranno avere qualche contributo per iscritto. Poi si parleranno i tecnici delle tre istituzioni per individuare le aree di lavoro e i futuri interventi».

Scavi e Santuario: parliamo di presenze importanti.

«Certo, dobbiamo discutere ad esempio dell’apertura di Porta Stabia o di quella di Porta Vesuvio. Farlo in fretta e bene significa valorizzare alcune aree che sono depresse. Porta Vesuvio, ad esempio, è una delle più belle che si trova intorno agli Scavi di Pompei».

Quale obiettivo intende raggiungere?

«Sono felice di quest’incontro, perché se riusciamo a renderlo continuo, si tratterà di un confronto costante ed utile per tutta la città. Pompei avrà un suo sviluppo in brevissimo tempo: la  Soprintendenza svolgerà il suo ruolo e il Santuario, con il suo importante patrimonio immobiliare, ne sarà protagonista».

Vi siete soffermati su alcuni aspetti concreti?

«A Pompei quello che manca sono i servizi, intendo ad esempio i parcheggi. Qualche volta che abbiamo tentato una ztl, abbiamo avuto problemi. Nel Puc va inserito un piano parcheggi. Un altro obiettivo è fare piano commerciale, oggi si chiama Siad (strumento intervento attività distributiva). Anche questo va inserito nel Puc. Se vogliamo creare dehors e spazi per l’esterno dobbiamo confrontarci. Partendo, ad esempio, da quello che abbiamo fatto in via Lepanto».

L’intesa reggerà?

«Ci deve essere separazione dei ruoli, e un’intesa comune per tracciare una nuova strada per Pompei. Il piano attuale ha 45 anni ma penso che la nostra pianificazione potrebbe durare per almeno 20 anni. Ecco io non mi arrogo questa responsabilità di pianificare 20 anni senza sentire nessuno».

C’è l’incubo del commissariamento?

«I Puc stanno in piedi da una vita e dove non verranno approvati in tempo stabiliti la regione nominerà commissari ad acta. Ecco io ho i brividi ad immaginare un funzionario regionale che decide il futuro urbanistico di Pompei. Perciò dobbiamo fare presto e bene».

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