Il 5 giugno disco-test, in 2000 col green pass. Esperimento Milano e Gallipoli

Redazione,  

Il 5 giugno disco-test, in 2000 col green pass. Esperimento Milano e Gallipoli

Un esperimento in due città italiane con la folla di migliaia di giovani – sulla scia di quanto già avvenuto nelle metropoli di Liverpool, Amsterdam e Barcellona -riuniti per un evento per capire come potranno essere organizzati i maxi-raduni in discoteca in tempo di Covid e quale sarà il loro impatto in termini di contagio. Il test partirà a giugno, dunque alla vigilia dell’estate, in due templi del ballo giovane e delle serate, ovvero il Fabrique di Milano e il Praja di Gallipoli: due diversi locali, il primo al chiuso e il secondo all’aperto, che saranno il luogo di un esperimento chiave soprattutto per i gestori dei night club in vista dell’estate, ma non solo. Il primo test avrà luogo il 5 giugno e riguarderà proprio il Praja la grande discoteca di Gallipoli, che lo scorso anno, prima della serrata del divertimento giovane causa Covid, fu al centro delle polemiche per un’affollatissima serata col dj Bob Sinclar immortalata sui social anche dallo stesso dj. A Gallipoli dunque, mimando i test già avvenuti in Spagna ed in alcune città europee, si svolgerà l’evento-prova con duemila persone: resteranno insieme per ore a ballare con la mascherina, che ovviamente si potrà abbassare per il tempo di un drink, ma senza distanziamento e si entrerà soltanto muniti di green pass, ovvero l’attestazione del ciclo vaccinale vaccinale, un tampone negativo o un attestato di guarigione.

Il risultato di questo test sarà inequivocabile e arriverà quasi subito. Infatti alla fine della serata i ragazzi dovranno sottoporsi a un nuovo tampone e capire se tra la gente in pista, nei bagni o nei privé il virus si è diffuso. “Abbiamo l’autorizzazione della Regione Puglia”, chiarisce Pasca, tra gli organizzatori dell’iniziativa. L’obiettivo dei gestori è quello di poter arrivare a “discoteche covid-free” affinché i 2.800 locali sparsi in Italia, e questo è solo il numero di quelli al chiuso ai quali si aggiungono i tanti spazi en plein air che sorgono l’estate, tornino a lavorare dopo diversi mesi di stop. E soprattutto dopo l’estate horribilis 2020 quando le discoteche chiusero nel bel mezzo di agosto gettando nello sconforto non solo i gestori, che videro andare in fumo i guadagni nel pieno della stagione estiva dopo essersi preparati ed avere fatto scorte di alcolici e bevande, ma anche torme di adolescenti e giovanissimi che speravano in un’estate normale. I gestori delle discoteche ora stanno lavorando ad un protocollo sanitario per i locali e intendono consegnarlo al Comitato Tecnico Scientifico affinché sia valutato. Il documento – sottoscritto dai virologi Pierluigi Lopalco e Matteo Bassetti – prevede, oltre all’obbligo di mascherina e green pass, anche l’uso di materiali mono uso, l’acquisto dei biglietti online e si potrà tranquillamente ballare stando vicini. Per qualche ora abbracciarsi in pubblico non sarà proibito.

Non solo. Il mondo del divertimento giovanile tende anche una mano al Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo e lancia una proposta concreta: “offriamo la nostra disponibilità ad organizzare open day per le somministrazioni anche nelle discoteche in vista di eventi estivi, affinché nella campagna vaccinale possano essere raggiunti sempre più ragazzi – annuncia il presidente Silb-Fipe, l’associazione italiana imprese ed intrattenimento, Maurizio Pasca – Serviranno gazebo e spazi esterni, ma se il governo lo ritenesse opportuno ne potremmo discutere. Noi siamo disponibili: prima si vaccinano tutti prima si torna alla normalità, ognuno deve dare il suo contributo”. Le piste da ballo insomma sono pronte a trasformarsi in mini hub per vaccinare e salvare anche il divertimento.

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