Sant’Agnello, le lacrime delle famiglie delle case dissequestrate: «Un sogno che si realizza»

Salvatore Dare,  

Sant’Agnello, le lacrime delle famiglie delle case dissequestrate: «Un sogno che si realizza»

«Una gioia infinita». Hanno vissuto 15 mesi di dolore, di preoccupazione. Hanno dovuto fare i conti con incredibili angosce, timori, pesi assurdi nel cuore e nella mente. Hanno temuto che i loro risparmi di una vita investiti su una casa, per alcuni la prima, potessero sfumare nel bel mezzo di una pandemia e di un’emergenza economica che colpisce duro. Poi, ieri mattina, la notizia più bella, attesa. Quella del dissequestro. Per le 53 famiglie dell’housing sociale di Sant’Agnello è «’nu juorno buono». Proprio come ripete Giovanna Mele, una delle persone semplici e oneste che in questa vicenda, come detto sin dagli inizi anche in sit in e manifestazioni, sono state soltanto vittime. La decisione del Tribunale del Riesame di Napoli, che di fatto ha smontato per ora tutte le ipotesi della Procura di Torre Annunziata, restituisce serenità agli aggiudicatari che l’anno scorso, poche ore prima della consegna degli alloggi, subirono la doccia fredda del sequestro. «Un grande passo avanti è stato fatto. La gioia è infinita. Un grazie a chi ci sostiene dall’inizio di questa triste storia. Questo giorno buono lo dedichiamo ai più piccoli, ai nostri figli, ai ragazzi, ai bambini…loro che vedranno finalmente realizzare un sogno. Un sogno che ormai è parte della nostra vita». Senza dimenticare che «il nostro pensiero va inevitabilmente a due assegnatari che non hanno avuto la gioia di vivere questo giorno insieme a noi, ma che sono i nostri angeli custodi». Sì, perché nel corso delle indagini, alle sofferenze dovute all’impossibilità di godersi ciò che era stato ottenuto con sacrificio partecipando a un bando pubblico e a seguito di un sorteggio per le graduatorie, si è aggiunta la scomparsa di chi è andato via senza poter vedere quel cancello delle palazzine finalmente spalancarsi dinanzi ai propri occhi. Certo, le indagini sono chiuse e bisognerà capire le evoluzioni del caso – la Procura appare intenzionata a fare ricorso in Cassazione – ma stavolta per le 53 famiglie in fondo al tunnel c’è un bel po’ di luce.

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