Camorra, l’ultima spallata agli Ascione-Papale: condannati sette soldati e la vedova del padrino

Ciro Formisano,  

Camorra, l’ultima spallata agli Ascione-Papale: condannati sette soldati e la vedova del padrino

Ercolano. Quattro condanne annullate con rinvio alla Corte d’Appello di Napoli. Otto ricorsi rigettati per pene complessive pari a quasi un secolo di carcere. E tre colpevoli finiti in carcere in esecuzione di quella sentenza. Si chiude così l’ultimo atto del processo nato dall’inchiesta “Freedom”, la mega-indagine condotta dall’Antimafia che nel 2016 ha decapitato la cupola del clan Ascione-Papale. Una cupola nella quale avrebbe avuto un ruolo chiave Immacolata Adamo, la vedova del clan, la moglie del padrino defunto Raffaele Ascione, alias ‘o luongo.

Una donna potente che avrebbe raccolto lo scettro del comando dopo l’arresto dei figli e la morte del marito. Ai suoi piedi, raccontano i pentiti, si inchinavano persino le forze dell’ordine per scusarsi di aver arrestato gli affiliati del clan. Roba da film, da fiction in stile Gomorra. Una storia drammaticamente vera, raccontata tra le pagine dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita 5 anni fa. Le accuse contestate, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere di stampo mafioso all’estorsione, passando per la detenzione di armi e persino il sequestro di persona. Il sequestro del padre di Antonella Madonna, l’ex moglie del boss Natale Dantese oggi collaboratrice di giustizia.

Il clan, per punire lady camorra di aver tradito il marito con un marittimo di Torre del Greco, avrebbe sequestrato il padre della donna costringendolo a scavarsi una buca nella quale avevano minacciato di seppellirlo dopo averlo ucciso.

Mercoledì sera la Cassazione ha scritto la parola fine su quel processo nato dal blitz che portò all’arresto di 26 persone. Di queste 17 hanno scelto il rito abbreviato incassando condanne in primo e secondo grado. I giudici ermellini hanno di fatto confermato il castello di accuse eretto dall’ex pm Antimafia Pierpaolo Filippelli e dal sostituto procuratore Sergio Ferrigno. Unica eccezione sono gli annullamenti con rinvio – per nuovo giudizio in Appello – in merito alle posizioni di Giuseppe Dantese, Santolo Carotenuto, Ciro Montella e Salvatore Suarino. Dantese – fratello del boss ergastolano Natale Dantese – è stato condannato a 10 anni in Appello. Sentenza da rivalutare in merito all’accusa di associazione mafiosa, secondo la Cassazione, che ha accolto il ricorso dell’avvocato Andrea Imperato.

Annullata, in relazione all’accusa di armi, invece, la condanna a Suarino, difeso dall’avvocato Valerio De Maio. Per il resto niente sconti per gli altri imputati. Rigettati i ricorsi e confermate le condanne d’Appello per Immacolata Adamo (condannata a 8 anni e 8 mesi), Gennaro Dantese (condannato a 4 anni) Luigi Dantese (4 anni), Giacomo Porcelli (6 anni e 8 mesi). Inammissibili i ricorsi di Giuseppe Fusco (condannato a 3 anni in secondo grado), Luigi Fusco (10 anni), Ciro Lucarelli (tre anni) e Gerardo Papale (otto anni). Nella giornata di ieri, in esecuzione della sentenza emessa dalla Cassazione, i carabinieri della caserma di Torre del Greco (guidati dal capitano Andrea Leacche) hanno arrestato Giacomo Porcelli (dovrà scontare una pena residua di 3 anni e 7 mesi), Gennaro Dantese e Giuseppe Fusco. Il primo dovrà scontare 4 anni, il secondo appena 4 giorni di reclusione. Sono tutti stati condotti nelle celle del carcere di Secondigliano.

@riproduzione riservata

CRONACA