La rivolta anti-sessista delle consigliere comunali

Redazione,  

La rivolta anti-sessista delle consigliere comunali

“Alessandra Clemente mi ricorda Mr. Piggy del Muppet show”. La frase del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Marco Nonno, (non nuovo in verità a invettive del genere) scatena la rivolta della candidata a sindaco di Napoli, ma anche della politica rosa della provincia di Napoli. L’erede di Luigi de Magistris bolla come “vergognose” le parole di Nonno. Ma a dare man forte all’esponente politico napoletano sono le consigliere, di tutte le parti politiche, della provincia di Napoli.

A Torre del Greco le quote rosa in consiglio comunale sono otto – un terzo dell’assise – a conferma dei passi da giganti effettuati all’ombra del Vesuvio sotto l’aspetto delle pari opportunità. Ma non è tutto oro ciò che luccica, perché – al netto dei numeri – le «differenze di genere» restano: «Solo la scorsa settimana un consigliere comunale ha pesantemente apostrofato le donne impegnate in politica – attacca Carmela Pomposo, eletta in una lista civica e alla prima esperienza a palazzo Baronale – Quando intervengo nella commissioni consiliari, i colleghi uomini non mi considerano: devo parlare a voce alta per ottenere un minimo di attenzione. Stesso discorso per i dirigente, come se una richiesta presentata da un amministratore donna valesse meno. E’ un impegno faticosissimo, perché sembra sempre si sia obbligati a dovere dimostrare qualcosa». Difficoltà confermate da Annalaura Guarino, ex forzista, eletta per la prima volta a 21 anni e già alla seconda esperienza in municipio: «Sotto il profilo umano, sono stata fortunata: i miei colleghi, magari anche per la mia giovane età, hanno sempre dimostrato accortezza e gentilezza – sottolinea l’ex baby politica di Torre del Greco -. Sotto il profilo pratico, invece, la storia è diversa: in sette anni ho dovuto lavorare sodo per fare piccoli passi avanti. La strada per le vere pari opportunità resta lunga: viviamo in un paese antiquato, dove la politica viene vista sempre come una cosa da “maschi”. Scelgo di utilizzare questo termine perché non si può definire uomo chi nel 2021 ancora sottovaluta e scredita le donne».

Ma c’è anche chi, come Luisa Liguoro, non evidenzia particolari criticità «sessiste» tra gli scranni dell’assise: «Sinora non mi sono mai trovata di fronte a pregiudizi dovuti al mio essere donna – sottolinea l’esponente della maggioranza guidata dal sindaco Giovanni Palomba nonché presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Torre Annunziata – e devo con piacere constatare che in genere ho trovato nei miei colleghi consiglieri sempre un atteggiamento rispettoso e nelle mie colleghe una grande solidarietà».

Colleghe che, tuttavia, con qualche episodio «spiacevole» sono state costrette a fare i conti: «Rispetto ai primi tempi, il “clima” è nettamente migliorato – evidenzia Romina Stilo, ex vicesindaco, oggi all’opposizione in consiglio comunale -. Ma non dimentico i sorrisini e le frecciatine arrivate durante i miei primi mesi di lavoro da assessore. Poi, fortunatamente, i risultati cancellano tutti i pregiudizi».

Pregiudizi affrontati e superati anche da Alessandra Tabernacolo, mille preferenze nel 2014 e rieletta nel 2018: «Il confronto dovrebbe avvenire sempre in termini tecnici e politici – ribadisce l’esponente di Fratelli d’Italia – senza mai scendere nella vita privata e personale, con riferimenti offensivi ad aspetti fisici che nulla aggiungono o tolgono all’operato da amministratore».

Anche Santa Borriello, unica pentastellata del Comune, sottolinea come «le parole sono segni di sopraffazione se si trasformano in offese e volgarità sessiste. Semplificano la comunicazione e azzerano i contenuti, con l’obiettivo di sempre: colpire e rendere subalterne le donne, con qualsiasi strumento vengano pronunciate. Sentire ancora oggi offese gratuite, insulti sessisti da un esponente della politica ci fa ritornare indietro anni luce. Sono sicura che la stragrande maggioranza degli uomini che rivestono cariche politiche sono leali, corretti e riconoscono il valore delle donne. In questi anni si sono compiuti molti sforzi e molti altri se ne devono ancora fare affinché, anche in Italia, si possa raggiungere una parità tra donne e uomini».

Da Torre del Greco a Portici, la musica non cambia. Florinda Verde è stata eletta con il Pd nella squadra di Enzo Cuomo. E’ la pasionaria di palazzo Campitelli e si vede: «Si parte dall’entrare in un qualsiasi luogo di lavoro, che sia un bar, un ospedale, o lo studio di un avvocato, e individuare a occhio nella figura femminile la figura professionalmente più in basso nella scala gerarchica, dando per scontato che non può essere l’uomo il segretario dell’avvocata – l’affondo della consigliera comunale – e si degenera nell’insulto sessista, nell’attacco a un aspetto troppo avvenente o troppo poco avvenente. Si dà poco credito a una donna perché mamma e “non avrebbe tempo per …” o si punta il dito a un’altra perché non ancora mamma e “pensa solo alla carriera”.

Solidarietà all’assessora Clemente, poco conta che il partito di Nonno sia l’unico partito italiano con un leader donna, per invertire la rotta non si deve mobilitare un genere ma il genere umano. Dentro e fuori il Parlamento». Anche Torre Annunziata si schiera contro le offese di Marco Nonno: «A Torre Annunziata abbiamo fatto un grande lavoro in questo senso. Dispiace però assistere ancora a questa arretratezza culturale.

Questa vicenda è figlia dell’ignoranza. Un’ignoranza che pesa come un macigno se espressa da soggetti che ricoprono cariche istituzionali» racconta Germaine Popolo. Maria Grazia Sannino, consigliera oplontina, rincara la dose: «Porterò la questione in commissione cultura. Bisogna ripartire dalle scuole, dalla formazione dei ragazzi di oggi. Degli uomini di domani». Anche Castellammare fa sentire la sua voce contro il sessismo in politica: «Personaggi come questo dovrebbero iniziare ad abbandonare quest’aura di preminenza che nessuno gli ha conferito se non il loro stesso smisurato ego. Il consigliere dovrebbe solo vergognarsi». A Castellammare, in aula, siede anche Tina Donnarumma segretaria provinciale della Lega. Che non ne fa una questione di alleanze: «Invece che rispondere sui temi o sui contenuti si fa un attacco sull’aspetto personale. Purtroppo credo che ci sia ancora molta strada da fare anche nel mondo del lavoro per avere la stessa considerazione». Anche l’area vesuviana si schiera contro le parole del consigliere del partito di Giorgia Meloni. Elena Picariello, assessore a Ottaviano, afferma: «Condanno posizioni del genere. Sia che partano da uomini, che partano da donne. Personalmente vivo un’attività politica per quanto riguarda i rapporti di genere alla pari, c’è grande rispetto all’interno della nostra compagine. Certo, è vero che in politica ad oggi le donne siano ancora una minoranza. Basta vedere la partecipazione delle donne nella vita politica, perché sono viste ancora come delle mamme». Le fa eco Antonietta Boccia, consigliere e assessore a Striano: «L’assessore Clemente amministra una città come Napoli da molti anni, ha alle spalle una storia personale che tutti conosciamo, figlia di una vittima innocente di camorra: la sua è la storia di una donna che fa politica tra mille difficoltà, eppure va avanti. Ecco, io credo che il suo caso sia emblematico: è innegabile che le donne che decidano di fare politica siano costrette a superare piccoli e grandi ostacoli quotidiani che agli uomini non si presentano». Parla, invece, di infelice accostamento Rossella Vorraro, consigliera di Poggiomarino: «Io penso che non ci si renda conto che gli attacchi sessisti nei confronti delle donne impegnate in politica violano il diritto delle donne di partecipare pienamente e in condizioni di parità alla vita pubblica. Spesso, per paura di attacchi meschini e vili le donne scelgono di non partecipare alla vita amministrativa del paese o di farlo in modo limitato e tutto questo mira alle fondamenta della democrazia». Non sono tante le donne nei consigli comunali dei Monti Lattari.

Ma, come nel caso di Lucia Somma, c’è anche chi un consiglio comunale lo guida, con piglio e fermezza, da presidente: “«Esprimo piena e assoluta solidarietà verso qualsiasi donna, in qualsiasi ambito, si senta offesa da dichiarazioni sessiste e che, comunque, ledono la propria dignità. Credo fortemente che l’unica arma sia quella di mantenere il dibattito sui contenuti politici e lasciare fuori gli insulti soprattutto sull’aspetto fisico». A Lettere, la consigliera di maggioranza, l’avvocato Anna Lauriello, con delega alle Politiche Giovanili sbotta: «È impensabile che nel 2021 ci sia ancora chi lancia attacchi provocatori basandosi esclusivamente sull’aspetto fisico. Purtroppo noi donne paghiamo lo scotto di secoli di maschilismo, anni in cui il ruolo della donna era marginale, considerata esclusivamente “angelo del focolare”. Fortunatamente abbiamo avuto modo di dimostrare che abbiamo una marcia in più, siamo capaci di far squadra, siamo tenaci e soprattutto autoironiche». Candidata a sindaco, oggi leader dell’opposizione, Silvana Somma è netta: «Al di là dello schieramento politico e di qualsiasi condizione umana di una donna, è inaccettabile ascoltare ancora attacchi sessisti solo per sminuirne il ruolo. Sulla mia stessa pelle ho subito situazioni simili, nonostante fossi candidata in un paese e non in una città come Napoli, e quando sono anonimi fanno ancora più male, perché non ti rendi nemmeno conto di chi nutre tanto risentimento verso la donna». A Sant’Antonio Abate, Anna De Stefano, spiega: «La parità dei diritti sembra essere sempre più lontana, ancor più triste se elusa in ambito politico».Nella piccola Casola, poi, Silvana Rosalba, consigliera di minoranza afferma: «Ogni attacco gratuito va condannato sia se rivolto a una donna sia anche se rivolto a un uomo. Il confronto deve sempre essere in forma pacifica e mai trascendere, addirittura mortificando le persone per l’aspetto fisico. Siamo messi male».

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