Racket e bombe a Torre Annunziata, maxi-processo alla nuova camorra: 14 ras imputati

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Racket e bombe a Torre Annunziata, maxi-processo alla nuova camorra: 14 ras imputati

Finiscono a processo i 14 imputati coinvolti nell’inchiesta sul “Quarto Sistema”, il nuovo clan di Torre Annunziata venuto fuori dell’ultima indagine condotta dall’Antimafia. Nelle scorse settimane, infatti, il pubblico ministero della Dda, Ivana Fulco – il pm che ha coordinato l’inchiesta –  ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo nove giugno dinanzi ai giudici del tribunale di Napoli. Una svolta che arriva a circa un mese dalla notifica degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari notificati ai soggetti coinvolti nel blitz anti-camorra eseguito a settembre dello scorso anno.    Al centro del fascicolo la storia di un nuovo sodalizio criminale  nato nelle palazzine del rione Penniniello e fondato sull’odio nei confronti dei Gionta. Tra le figure apicali del gruppo tratteggiato dagli inquirenti ci sono figli e nipoti di affiliati ammazzati nella guerra di camorra dai killer dei Valentini.  Tutti gli imputati – eccetto Giuseppe Losco (che risponde di concorso in estorsione) – sono accusati di aver fatto parte di un’associazione per delinquere di stampo mafioso. Un clan guidato, secondo il teorema degli inquirenti da 4 persone. Si tratta di Domenico Balzano, alias “sauriello”, Salvatore Carpentieri, noto come “Tore viola”, Luca e Pasquale Cherillo. Sono tutti accusati di essere i promotori e direttori dell’organizzazione. Sarebbero stati loro – sostiene la Dda – a individuare gli imprenditori da taglieggiare, le vittime da soffocare nella morsa del pizzo. Il tutto grazie al contributo di una cerchia di “fedelissimi” affiliati individuati dall’Antimafia in  Vincenzo Somma, Pietro Evacuo, Vincenzo Anzalone, Natalino Scarpa, Antonio Villani, Alessio Pio De Simone, Salvatore e Crescenzo Balzano e Matteo Fraterno. Nel mirino dell’inchiesta anche due estorsioni di cui il clan si sarebbe reso protagonista tra  maggio e giugno dello scorso anno. In una circostanza il gruppo avrebbe anche incendiato un’attività commerciale che non si era piegata alle richieste della cosca. Accuse dalle quali gli imputati (difesi dagli avvocati Antonio de Martino, Ciro Ottobre, Ferdinando Striano, Giuseppe De Luca, Maria Formisano, Mauro Porcelli e Raffaella Faricelli) potranno difendersi nel corso dell’udienza preliminare fissata nelle prossime settimane.

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