Torre del Greco, disastro consiglio comunale: pasticcio per le notifiche, salta la seduta

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, disastro consiglio comunale: pasticcio per le notifiche, salta la seduta
Il presidente del consiglio comunale, Gaetano Frulio

Torre del Greco. Doveva essere il consiglio comunale della manovra da 500.000 euro, primo «accorgimento politico» al bilancio tecnico approvato dalla nuova maggioranza di palazzo Baronale. Invece, passerà alla storia come il consiglio comunale del «pasticcio per le notifiche» e del frettoloso dietrofront del capo dell’assise. Costretto a «congelare» l’appuntamento in aula fissato per oggi alle 18. Tutto a causa di un «autogol telematico» e di una «pec ballerina» mai recapitata a Carmela Iacomino, la new entry di Forza Italia sbarcata in municipio dopo le dimissioni presentate da Mario Buono.

Procedura irregolare

La voce di una possibile frenata dei lavori del consiglio comunale era cominciata a circolare a metà mattinata, quando in municipio si è diffusa la voce della mancata convocazione della nuova esponente dell’opposizione: «Non è arrivata né a mezzo posta certificata né attraverso i messi notificatori», l’indiscrezione arrivata a palazzo Baronale all’orecchio di Romina Stilo, alla guida della commissione trasparenza. Ravvisando evidenti profili di legittimità, l’ex vicesindaco della giunta targata Ciro Borriello ha portato subito la questione all’attenzione dell’organismo consiliare: «Se realmente la convocazione non è mai stata notificata a Carmela Iacomino, l’intera procedura sarebbe irregolare e il consiglio comunale dovrebbe essere annullato», l’affondo messo a verbale da Romina Stilo. In poche ore sono cominciati tutti gli accertamenti del caso sfociati alle 16.50 con il dietrofront del capo dell’assise Gaetano Frulio: «Con la presente – il testo della missiva inviata via pec – si revoca la seduta del consiglio comunale indetta per il 25 maggio alle 18. La revoca si è resa necessaria per difetto di notifica a un consigliere comunale, ascrivibile al sistema Asmez che gestisce la posta elettronica istituzionale».  L’ufficialità del dietrofront ha scatenato l’opposizione di palazzo Baronale, a partire dai pentastellati Vincenzo Salerno e Santa Borriello fino agli ex dissidenti della maggioranza: «Non ricordo sia mai successa le revoca di un consiglio comunale – sottolinea Romina Stilo -. Si tratta dell’ennesima dimostrazione di approssimazione e incapacità amministrativa di questa squadra di governo cittadino».

La difesa d’ufficio

Di tutt’altro tenore la tesi del presidente del consiglio comunale: «Gli uffici e i responsabili dell’Asmez mi hanno confermato di avere adottato la procedura tradizionale per l’attivazione della posta certificata di Carmela Iacomino – spiega Gaetano Frulio -. Per 999 volte su mille non si registrano problemi. Stavolta, ci deve essere stato un “corto circuito” telematico. Ho contattato personalmente l’esponente di Forza Italia per trovare una soluzione, ma riscontrata la sua indisponibilità sono stato costretto a rinviare la seduta». Con buona pace della variazione da 500.000 euro.

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