L’Adler di Ottaviano riparte, ma a un anno dalla tragedia nessuno ricorda l’operaio morto durante l’esplosione

Andrea Ripa,  

L’Adler di Ottaviano riparte, ma a un anno dalla tragedia nessuno ricorda l’operaio morto durante l’esplosione

Le passerelle sono state smontate. Microfoni e telecamere spenti. Dopo che le luci della ribalta si sono spente e i cameraman hanno lasciato lo stabilimento di via Mozzoni, nella fabbrica dell’Adler di Ottaviano, dove due giorni fa è stato presentato il progetto “Borgo 4.0”, finanziato per gran parte con fondi europei destinati dalla Regione Campania, c’è uno strano silenzio. E’ lo stesso che fece da eco nella notte tra il 5 e il 6 maggio di un anno fa, quando parte dell’azienda era ridotta a un ammasso di macerie per uno scoppio improvviso e la notizia della morte dell’operaio Vincenzo Lanza aveva gelato il sangue di chi era riuscito a scappare da quell’inferno. A poco più di un anno di distanza da quella tragedia c’è solo la pandemia a fare da filo conduttore tra le due vicende, così vicine nel tempo ma all’apparenza lontanissime. Nel giorno in cui lo stabilimento tirato a lucido ha riaperto le porte alle istituzioni, ospitando il governatore De Luca e altri onorevoli, per presentare il progetto su cui l’imprenditore Paolo Scudieri ha investito gran parte del suo tempo (Auto alimentate ad idrogeno e senza guidatore: è questo il punto centrale del programma di investimenti sul quale lavoreranno le eccellenze della Campania, e non solo), grande assente di una mattinata in cui s’è discusso del futuro è stata la memoria. Perché spendere una parola per Vincenzo Lanza, che nello stabilimento Adler ha perso la vita, a soli 55 anni, non sarebbe stato un gesto scontato. Per lui, per la sua famiglia che attende ancora che sia fatta giustizia, non è stata fatta menzione. Eppure quell’azienda cova ancora dolore sotto le lastre spostate a fatica nel corso dei mesi. Una dimenticanza che non è passata inosservata a gran parte della comunità ottavianese, oggi pronta a rimarcare come la morte di Vincenzo Lanza sia una ferita ancora aperta. Non soltanto per la tragedia che ha strappato a una moglie il marito e ai figli il papà, ma per i risvolti di un’inchiesta ancora lontana dalla sua conclusione. Ad oggi non ci sono indagati. Una dimenticanza sottolineata anche da Michele Saviano, ex sindaco di Ottaviano, oggi consigliere per il Partito Democratico tra le fila dell’opposizione del consiglio comunale. «Ancora oggi s’attende di capire quali sono state le cause dello scoppio, se ci sono state omissioni, se ci sono indagati. Ci sarà una giustizia per Vincenzo e per gli operai feriti?», ha fatto sapere il medico con la passione per la politica. Saviano s’è soffermato anche sul mancato ricordo dell’operaio morto poco più di un anno fa in quello stesso stabilimento dove da alcuni giorni si parla di futuro e si programmano investimenti per 73 milioni di euro. «Non posso non sottolineare la mancanza di sensibilità da parte dei rappresentanti istituzionali in un luogo che sa ancora di morte. Sarebbe stato bello, di conforto con la famiglia, onorare la memoria di Vincenzo Lanza attraverso semplici parole di commemorazione e di ricordo che avrebbero scaldato il cuore di chi, ancora oggi, aspetta con angoscia una risposta a tante domande. Non è stato fatto un anno fa, non è stato fatto ora. E questa, al di là dei progetti megagalattici, è sicuramente un’occasione perduta».

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