Torre del Greco, bordate 5S su Pd e Palomba: «Basta doppi giochi, il sindaco sembra l’animatore di un villaggio turistico»

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, bordate 5S su Pd e Palomba: «Basta doppi giochi, il sindaco sembra l’animatore di un villaggio turistico»
L'assessore di area dem Felice Gaglione e il sindaco Giovanni Palomba

Torre del Greco. L’ultima «minaccia» di scaricare il sindaco Giovanni Palomba – sottoscritta davanti al segretario provinciale Marco Sarracino – rischia di incrinare i futuri rapporti tra i leader locali del M5S e i riferimenti territoriali del Pd. Perché davanti alla richiesta firmata dal segretario cittadino dei dem Salvatore Romano di inviare una commissione d’accesso all’ombra del Vesuvio per «la rimozione di ogni eventuale legale tra politica e malaffare» il capogruppo dei pentastellati a palazzo Baronale non riesce a trattenere qualche amara riflessione.

Accompagnata da accuse pesanti come macigni: «Da un anno chiediamo al Pd di scaricare questa amministrazione comunale, ma riceviamo sempre la stessa risposta: “Non facciamo parte di questa consiliatura” – la premessa di Vincenzo Salerno -.  Eppure a settembre del 2020, in occasione delle ultime elezioni regionali, lungo le strade della città diversi colleghi di maggioranza suggerivano la coppia di sostenere l’accoppiata formata da Loredana Raia e Mario Casillo come la migliore scelta possibile, a dispetto della completa assenza di risultati evidenti sul territorio. Anzi, lo stesso sindaco Giovanni Palomba, in varie occasioni, ha fatto da apri-pista a circostanze da red carpet pre tornata elettorale: ci sono foto, ricordi, eventi e cene che hanno svelato ai nostri cittadini che 3 anni fa semplicemente si configurò una diaspora di dem nelle varie liste civiche a sostegno dell’attuale primo cittadino».

Una diaspora andata avanti per tre anni, con il segretario cittadino Salvatore Romano a «predicare» lontananza dall’attuale amministrazione comunale e gli infiltrati dem a occupare poltrone in consiglio comunale e giunta. «A oggi conto almeno tre consiglieri comunali e un paio di assessori di area dem – evidenzia Vincenzo Salerno – Se queste affermazioni fossero inesatte, allora il segretario cittadino prendesse pubblicamente le distanze da tutti i consiglieri comunali e gli assessori che tengono a galla quest’amministrazione comunale. Dichiari fermamente di non immaginare un futuro con nessuno degli attuali colleghi di maggioranza, nell’ottica di una reale discontinuità, ma soprattutto inviti il vicepresidente del Consiglio Regionale a dichiararsi favorevole al termine di questa esperienza».

Una vera e propria «sfida» ai vertici del Pd, destinata – come accaduto dal 2018 – a cadere nel vuoto: «Il segretario cittadino Salvatore Romano è persona per cui nutro stima – conclude il capogruppo del M5S in consiglio comunale – ma senza prese di posizione certe e decise, restano solo dichiarazioni al vento. Siamo pronti a dialogare con chi davvero è avverso a questo modus operandi, con chi si indigna nell’apprendere che in spregio alle difficoltà socio economico che la città sta soffrendo l’amministrazione comunale approva una variazione di bilancio da mezzo milione di euro per festicciole, oasi feline, teatri cabaret e risveglio muscolare per anziani. Più che un sindaco e una squadra di governo cittadino sembra che abbiamo il capo animatore e la sua equipe. Non è un villaggio turistico, ma la quarta città della Campania».

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