Boscotrecase. Omicidio di Diamante, assolto l’amico della vittima

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Boscotrecase. Omicidio di Diamante, assolto l’amico della vittima

Omicidio in zona movida a Diamante, assolto l’amico della vittima. Fine dell’incubo giudiziario per Raffaele Criscuolo, il 30enne giornalista vesuviano accusato di concorso anomalo in omicidio nella notte di movida estiva, macchiata dal sangue, in cui nel 2018 perse la vita l’amico Francesco Augieri, di 23 anni, figlio di un medico dell’Asp di Cosenza. Raffaele Criscuolo è stato infine assolto con formula piena dai giudici della I Sezione della Corte d’Assise di Cosenza. E tutto nonostante il pm avesse richiesto un’esemplare condanna a 9 anni per il giornalista. Gli avvocati di Criscuolo, Elio D’Aquino e Marina Merenda, hanno però convinto la Corte (Presidente Paola Lucente) che il giornalista era estraneo ai fatti.
Inoltre, Criscuolo “non poteva essere ritenuto neanche indirettamente responsabile della morte dell’amico Augieri, che perse la vita in seguito ad accoltellamento di uno degli aggressori”. Dopo circa 3 ore di camera di consiglio, la sentenza: Raffaele Criscuolo assolto dall’anomalo concorso in omicidio, ritenuto invece responsabile solo per aver partecipato alla rissa estiva di Diamante.
La rissa sfociata in tragedia si verificò il 22 agosto 2018 nella città di Diamante. A perdere la vita, in quella drammatica notte, fu Francesco ‘Ciccio’ Augeri. La vittima, studente calabrese di 23 anni, fu accoltellata dopo una rissa scoppiata in piazza Padre Pio. Per l’omicidio è stato condannato in primo grado alla pena di 16 anni di galera – al termine di un altro e parallelo processo celebrato con rito abbreviato – il napoletano Francesco Schiattarelli. Ma alla rissa sfociata poi in tragedia – secondo l’accusa – avrebbe partecipato anche Raffaele Criscuolo. A differenza di Schiattarelli, il giornalista aveva scelto di difendersi con rito ordinario dinanzi ai giudici. L’autopsia disposta sul corpo di Augieri aveva svelato il motivo della morte: “shock emorragico da lesioni della parete toracica e dei polmoni”. Il 22 agosto del 2018 Ciccio Augieri sarebbe stato colpito con sette coltellate. A rischiare il processo anche due minorenni di Napoli. Entrambi, secondo l’accusa, presero parte alla spedizione punitiva andata in scena nei pressi del bar Ketty di Diamante. I due ragazzini sarebbero accusati di concorso anomalo in omicidio.
E’ la stessa accusa mossa dal pm contro Raffaele Criscuolo, l’amico della vittima. Il 22 agosto 2018 – secondo gli investigatori – Raffaele Criscuolo si sarebbe allontanato dal bar in cui stava bevendo con degli amici per comprare un pacchetto di sigarette. Ma lungo il tragitto avrebbe incontrato un gruppo di napoletani, che lo avrebbero spintonato. Infastidito, il 30enne di Bosco avrebbe quindi reagito offendendo uno di loro: «Tagliati i capelli, ricchione». A quel punto sarebbe scoppiata la lite, nella quale Criscuolo venne ferito a un gluteo. Sanguinante, il ragazzo sarebbe dunque tornato al bar per chiedere aiuto all’amico Augieri. Poco dopo i due amici si sarebbero imbattuti negli aggressori. A incontrarli per primo è Francesco Augieri, che viene circondato e accoltellato e ucciso.
Salvatore Piro

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