Scafati, il boss Matrone resta al 41-bis. I giudici: «Il suo clan esiste ancora»

Mario Memoli,  

Scafati, il boss Matrone resta al 41-bis. I giudici: «Il suo clan esiste ancora»

Dopo il Tribunale di Sorveglianza anche la Cassazione, motivando la decisione, boccia la richiesta di Franchino Matrone ‘a belva (capo dell’omonimo clan di Scafati) che vuole lasciare il regime carcerario 41 bis. «E’ ancora influente tramite i suoi familiari e suo figlio Michele il quale controlla il territorio tramite il padre – scrivono nelle motivazioni i giudici – Tenendo conto del profilo criminale, la posizione rivestita all’interno dell’associazione, la perdurante operatività della stessa, la sopravvenienza di nuove incriminazioni non precedentemente valutate, gli esiti del trattamento penitenziario, il tenore di vita dei familiari». E si sottolinea che il decorso del tempo non costituisce elemento sufficiente a escludere la «capacità». La motivazione adottata dalla Cassazione illustra il ruolo chiave assunto da Matrone nello sviluppo e nella gestione dell’attività del clan da lui stesso capeggiato, una cosca violenta e feroce. I giudici evidenziano come, anche in base a dichiarazioni molto recenti di collaboratori di giustizia, il clan sia ancora attivo e operativo nell’ambito territoriale. E rimarcano il controllo che Franchino Matrone è in grado di esercitare, soprattutto «tramite il figlio Michele», aggiungono i giudici della Suprema Corte. Per la Cassazione, insomma, il clan Matrone sarebbe ancora operativo in zona, come pure risulterebbe dalle ultime inchieste della Dda di Salerno. Il regime del carcere duro viene prorogato per due anni e tiene conto per la sua applicazione non solo della persistenza dell’associazione e dei contatti con il detenuto, ma anche della capacità di mantenere i collegamenti a loro volta legati da parametri specifici. La decisione degli ermellini ha così confermato il regime di massima sicurezza, tenendo conto dello status criminale e degli elementi venuti fuori da successive e precedenti indagini. Matrone, prima del suo arresto, era sulla lista dei latitanti di massima pericolosità fino quando venne catturato il 17 agosto 2012 ad Acerno. Aveva ricevuto due ergastoli per un duplice omicidio. Le forze dell’ordine catturarono due presunti complici che, secondo gli investigatori, avrebbero pianificato e protetto gli incontri tra il superboss e la sua famiglia, i quali avvenivano in una officina situata nella vicina Poggiomarino.

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