Mamme e bimbi sfilano sul Vesuvio, l’esercito antiroghi tra le pinete bruciate

Andrea Ripa,  

Mamme e bimbi sfilano sul Vesuvio, l’esercito antiroghi tra le pinete bruciate

C’è una mamma che tiene in braccio un bimbo di pochi mesi. Un’altra passeggia con la figlia di due anni. Alle spalle il verde della natura che prova a rinascere, ma anche gli alberi ancora anneriti dagli incendi che quattro anni fa hanno devastato questi posti. Sulle pinete del Vesuvio la cicatrice lasciata dai piromani che hanno devastato gran parte del parco protetto è ancora visibile. La natura sta provando a riprendere il proprio posto, ma è un processo lento. Che durerà anni, prima di allora saranno evidenti i segni dello scempio che l’uomo ha causato su un territorio bellissimo e ancora maltrattato. Ecco perché ieri mattina diverse mamme, accompagnate dal medico e convinto ambientalista Franco Matrone e dal fotografo di Torre Annunziata Salvatore Gallo, hanno sfilato tra le pinete del Vesuvio. Nei viali che qualche hanno fa hanno rischiato di essere ridotti a un cumulo di cenere dalla violenza e dalla scelleratezza dell’uomo. Una mamma con il figlio in braccio è il simbolo della vita, della rinascita di un territorio che deve continuare a essere una ricchezza per il territorio. «E’ proprio questo lo spirito che abbiamo voluto intendere attraverso questa iniziativa che speriamo presto di poter ampliare», spiega Franco Matrone coordinatore di Zero Waste Campania. Una vita spesa per l’ambiente, uno sforzo che prosegue senza sosta in una terra martoriata dall’emergenza dei rifiuti. Ieri mattina, però, al posto delle discariche hanno posato le mamme con i propri bambini. «Sono loro il futuro del pianeta e devono vivere in un ambiente sano. – spiega Matrone – La crisi climatica è una crisi generale che colpisce prima e in maniera peggiore i più piccoli. Le mamme che sono testimonianza della lotta per la salute, sono il simbolo di una battaglia per le nuove generazioni». Un flash mob che arriva in un giorno particolare, il 25esimo anniversario dalla nascita del Parco Nazionale del Vesuvio. L’area protetta che lentamente sta cercando di scrollarsi di dosso l’etichetta di area discarica. «E’ stato fatto molto negli anni, dal Parco e dalle associazioni impegnate per l’ambiente. Anche sotto il profilo del controllo, ma non basta. Ci sono intere zone che sono costantemente invase dai rifiuti. Tra Ercolano, Torre del Greco e Boscotrecase c’è ancora un nemico che deve essere abbattuto». E’ il degrado, un cancro ancora difficile da sradicare in un’area protetta dove negli anni l’hanno fatta da padrone gli sversamenti, i roghi tossici di rifiuti e il cemento selvaggio. Ma la voce di chi lotta, come Franco Matrone, quella non sarà mai zittita. E da ieri ci sono anche dei piccoli soldati in campo, insieme alle mamme pronti a battersi contro i piromani per la tutela del Vesuvio.

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