Camorra, festa e fuochi d’artificio per il ritorno del ras a Ercolano

Alberto Dortucci,  

Camorra, festa e fuochi d’artificio per il ritorno del ras a Ercolano

Ercolano. Festa nel rione del clan per il ritorno del fratello del sanguinario killer dei Birra. è destinata a finire sotto la lente d’ingrandimento delle forze dell’ordine l’accoglienza riservata a Vincenzo Viola con botti e fuochi d’artificio esplosi in vico Ascione, proprio davanti all’ex abitazione – successivamente confiscata – in cui abitava il boss Giovanni Birra, alias ‘a mazza. L’ennesimo segnale inquietante arrivato dagli storici fortini della camorra, pronti – secondo l’allarme lanciato dalla direzione investigativa antimafia di Napoli – a rimettere in piedi i «vecchi affari» legati a droga e racket. Perché il ritorno a Ercolano di Vincenzo Viola rappresenta solo l’ultimo caso di scarcerazione «eccellente» in una città dove – a cavallo tra il 2010 e il 2015 – furono messi a segno circa 500 arresti. Ma, una volta espiate le condanne, i ras – alcuni legati da vincoli di parentela con pezzi da Novanta delle due cosche in guerra all’ombra del Vesuvio – potrebbero, l’allarme lanciato dagli investigatori, rimettere in piedi la colonna portante degli Ascione-Papale e degli Iacomino-Birra. Insomma, lo spettro della camorra aleggia nuovamente tra i vicoli della città e il «caso-Ercolano» torna all’attenzione dell’Antimafia. Stavolta la Dda di Napoli lavora per provare a comprendere se sono mutate le gerarchie e gli equilibri criminali in atto. Da un anno a questa parte tra emergenza Covid e sentenze annullate, infatti, alcuni esponenti di spicco del clan Ascione-Papale sono tornati in libertà.

Le scarcerazioni

Uno dei primi è stato il boss Mario Ascione, uscito dal 41-bis nella primavera del 2020. Era stato assolto da un processo per omicidio. In libertà, però, il reggente della cosca ha vissuto solo qualche mese. Il tempo di incassare una nuova condanna in primo grado per tentato omicidio e fare rientro in carcere. E’ di qualche settimana fa, invece, la scarcerazione di Giorgio Di Bartolomeo, il genero del padrino defunto Raffaele ‘o luongo. Era stato condannato per omicidio. Sentenza annullata due volte, però, dalla Cassazione. E il ras è così tornato in città in attesa del nuovo processo di secondo grado. Copione simile per un altro uomo imparentato con un boss di primo piano della camorra di Ercolano. Si tratta di Giuseppe Dantese, fratello di Natale, il capoclan pluri-ergastolano che ha guidato la cosca dal suo quartier generale di via Canalone. Coinvolto in una delle ultime maxi-inchieste sul clan, per Giuseppe Dantese è caduta l’accusa di associazione mafiosa. Ma in questi anni sono tornati liberi anche altri personaggi ritenuti legati alla camorra. Figure di secondo piano che hanno lasciato il carcere dopo aver scontato condanne per estorsione e associazione per delinquere di stampo mafioso. E su cui ora l’Antimafia vuole vedere chiaro.

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