La pandemia ha aggravato il fenomeno della dispersione scolastico soprattutto in Campania. I dati, nel 2019, erano già di per se preoccupanti. L’Italia viaggiava su una percentuale di abbandono scolastico del 13,5%, in forte miglioramento nelle ultime stagioni, ma in ritardo sulla media europea (10 per cento). Il problema è che le 30-34 settimane di lockdown scolastico a variabilità regionale – ci sono primarie che in Campania hanno fatto 36 giorni di presenza in tutto – rischiano di rimandare indietro gli scolari e la scolarità italiana. Il tasso di dispersione, tenendo conto degli ultimi dati, arriva al 27%: si torna al livello di sette anni fa. Per questo motivo, proprio ieri, la Prefettura di Napoli è scesa in campo con forza grazie all’impulso dato dal Prefetto Marco Valentini. Sottolineando come in almeno 25 comuni della provincia di Napoli, a parte il capoluogo, la situazione sia drammatica. La problematica del disagio minorile, con particolare riferimento alla dispersione scolastica, è stata al centro di una riunione che si è tenuta nella sede della Prefettura di Napoli, presieduta dal prefetto, Marco Valentini, con il presidente del Tribunale dei minorenni, Patrizia Esposito, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni, Maria de Luzenberger Milnernsheim, i sindaci e rappresentanti dei servizi sociali dei Comuni dell’area metropolitana. La dispersione scolastica, in aumento nell’ultimo anno, si collega direttamente al disagio giovanile, alla devianza e all’esclusione sociale, anche in relazione al necessario ricorso alla didattica a distanza, è stato rilevato, creando negli alunni una condizione di destabilizzazione. La fuga dall’istruzione scolastica – spiega una nota della Prefettura – assume rilievo indicativo dell’esistenza di situazioni di gravi difficoltà delle famiglie e può favorire l’attrazione di minori in fenomeni di devianza, compreso il reclutamento dei ragazzi da parte della criminalità organizzata. E’ stato convenuto – nel rispetto delle normativa vigente in materia ed in continuità con le iniziative che le scuole intraprendono in tema di prevenzione e recupero della dispersione scolastica – sulla necessità di rafforzare lo scambio di informazioni e azioni sinergiche tra scuola, enti locali, servizi sociali, forze dell’ordine e magistratura minorile al fine di individuare tempestivamente i casi di minori a rischio, di elusione dell’obbligo scolastico e mettere in atto tutte le misure preventive utili. La riunione è stata aggiornata a settembre. In mancanza di dati nazionali, i primi numeri per la comprensione di un fenomeno, la dispersione scolastica e il ritardo nell’apprendimento, vengono offerti dai privati. La Comunità di Sant’Egidio ha certificato che a settembre 2020, ripartenza del secondo anno pandemico, il 4 per cento dei bambini-adolescenti non era tornato a scuola. Sono 160mila alunni su 4 milioni. E il 20%, 800mila studenti, aveva accumulato troppi giorni di assenza. Sessanta assenze è la soglia d’allarme e quegli ottocentomila sono a rischio abbandono. Un fenomeno preoccupante e diffuso contro il quale si sta decidendo, in questi giorni anche grazie al lavoro della Regione Campania, di mettere in campo una vera e propria task force. Anche grazie ai dieci milioni di euro che saranno stanziati per l’istruzione.

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