Ercolano, Torre e Gragnano: quando la fuga dalle aule genera disagio sociale

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Ercolano, Torre e Gragnano: quando la fuga dalle aule genera disagio sociale

In provincia di Napoli vi sono alcune città che devono fare i conti con la fuga degli studenti dalla scuola. Il caso più clamoroso, numericamente, è quello di Torre Annunziata. Nell’ultimo report segnalato all’ex vice sindaco della città, Lorenzo Diana, la media era superiore del 10% a quella nazionale. Per questo motivo il Comune corse ai ripari disponendo che le famiglie beneficiarie del reddito di cittadinanza dovessero rispettare l’obbligo scolastico, pena la decadenza del sussidio. Anche Ercolano ha dovuto fare i conti con una dispersione scolastica con numeri da brividi. “Con la Dad il fenomeno è aumentato” spiega il primo cittadino, Ciro Buonajuto. Uno dei pochi sindaci ad aver chiesto scuole aperte anche in piena pandemia. “Gli input che arrivano dalla Prefettura sono fondamentali perché oggi assistiamo a una dispersione diversa. In una famiglia media, che ha 3 figli, la dispersione oggi è mancanza di mezzi tecnologici. Un nuovo fenomeno creatosi in quest’ultimo anno e che ci porteremo anche l’anno prossimo. Prima era disagio e mancanza di cultura delle famiglie, ora dispersione è legata ad altri fattori. Ben venga, dunque, l’osservatorio per governare fenomeni che stanno cambiando». Gragnano è la città in cui nell’ultimo anno è stato ucciso un diciottenne e accoltellato un quindicenne.  A Gragnano i banchi sono vuoti soprattutto negli istituti scolastici superiori, in un’età che è particolarmente fragile. A rinunciare alla scuola sono gli adolescenti, i ragazzini dai 14 ai 16 anni iscritti alle scuole secondarie di secondo grado con indirizzo professionale. Un dato che è andato aumentando nell’ultimo anno, quando la Dad ha dato man forte alla poca voglia di seguire un percorso scolastico, sostituito, talvolta, da attività devianti. Un campanello d’allarme che suona più forte proprio a Gragnano, dove nell’ultimo anno i protagonisti di vicende violente sono stati i minorenni, nella fascia di età che combacia con quella della dispersione scolastica conclamata. Se per le scuole elementari i casi sono pari a zero, ovvero tutti i bimbi hanno seguito regolarmente le lezioni, per le medie qualche segnalazione è arrivata sia negli uffici degli assistenti sociali, sia anche alla Procura dei Minori. «L’ufficio Politiche Sociali è immediatamente intervenuto per ogni singolo caso, finanche ad ottenere un rapido rientro degli alunni segnalati – spiega il sindaco Paolo Cimmino – La collaborazione tra Scuola e Comune è costante e, per fortuna, nella maggior parte delle situazioni anche difficili, risolutiva. Resta preoccupante l’assenza degli studenti delle superiori, in particolare iscritti al primo o al secondo anno. Un problema che si è accentuato, purtroppo, durante i mesi della pandemia». Anche Castellammare, negli ultimi dodici mesi, i numeri dei ragazzi che non vanno a scuola sono aumentati: “L’incontro con il Prefetto ha toccato un argomento di un estrema importanza, il fenomeno della dispersione scolastica,  intesa non solo come abbandono formativo ma come insieme di molteplici fattori : condizioni socio economiche, contesto familiare, demotivazione e devianza” spiega l’assessore alle politiche sociali, Sabrina De Gennaro. “Si sono toccati argomenti quali povertà educativa, coinvolgimento delle famiglie e ruolo dei servizi sociali chiamati a vigilare sulla formazione dei minori in obbligo scolastico. Molti sono stati gli interventi dei comuni campani, perché portare i nostri dati e sottolineare la collaborazione proficua tra istituzioni scolastiche e servizi sociali è infatti fondamentale” dichiara De Gennaro. Che parla anche dei dati in possesso del Comune: “Il nostro comune ha registrato circa 80 casi di evasione  anno scolastico 2020/21, questo a comprovare l’incremento purtroppo del fenomeno. Indispensabile è stato, sul nostro territorio il supporto del centro famiglia Stabia, che prendendo in carico alcuni minori in obbligo scolastico, va dato un valido supporto per monitorare gli attenzionati dal servizio sociale” conclude l’assessore De Gennaro. All’incontro ha preso parte anche l’assessore all’istruzione di Ottaviano, Virginia Nappo. L’allarme della dispersione scolastica è costantemente monitorato dall’Ente. «Ci sono stati numerosi colloqui con le famiglie, con gli assistenti sociali e con le istituzioni scolastiche nel corso degli ultimi mesi. Insieme al consigliere comunale delegato alle politiche sociali, Ferdinando Federico stiamo cercando di mettere in campo un progetto nel tentativo di ridurre al minimo i casi e recuperare i ragazzi». Per l’amministrazione di Striano era presente l’assistente sociale per analizzare il fenomeno della dispersione scolastica in città. In programma un incontro per provare a venire incontro alle famiglie fragili. «Abbiamo previsto un tavolo tecnico con le scuole del territorio per attivare un progetto per il recupero dei casi», spiega l’assessore Antonietta Boccia. Anche Boscoreale era presente. Nel suo territorio, la presenza dei Piano Napoli aumenta il livello della dispersione: “Abbiamo evidenziato come nell’ultimo anno a causa del Covid e della DAD, la dispersione scolastica è addirittura raddoppiata. Ciò se in parte è provocata dalle condizioni socio-economiche-culturali di alcuni gruppi familiari, si è anche evidenziato che molti alunni hanno iniziato a non frequentare le lezioni perché da soli a casa mentre i genitori erano a lavoro” spiega l’assessore Bernardina Di Capua. “Ovviamente le assistenti sociali hanno un ruolo fondamentale per contrastare tale fenomeno, ma anche le istituzioni scolastiche devono fare la loro parte. Come evidenziato dal Prefetto nei programmi futuri si prevede  ‘assunzione di altre figure di assistenti sociali che dovranno intervenire per prevenire tale fenomeno” conclude la Di Capua. 10

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