La spinta di Tony Tammaro: la vita è un morso, divoriamola

Vincenzo Lamberti,  

La spinta di Tony Tammaro: la vita è un morso, divoriamola

Tony Tammaro, stiamo uscendo pian piano da un incubo chiamato Covid.

Lei come ha vissuto questo anno e mezzo difficilissimo?

«Ho vissuto questo periodo cercando di mantenere calma e lucidità. Sono appassionato di storia, per cui ho cominciato a rileggermi un po’ di cose capitate all’unanimità in passato: pestilenze, carestie e guerre varie. Ho scoperto che alla fine queste cose finiscono e che dopo seguono periodi di benessere e gioia collettiva».

In giro c’è voglia di vita: spiagge piene, locali che riaprono, è un inno alla vita. Questo momento a quale sua canzone lo paragonerebbe?

«Sicuramente a “Scalea” o “il rock dei tamarri”, comunque, rifacendomi a quanto ho detto prima, dopo il primo conflitto mondiale scoppiò la moda del charleston. Dopo il secondo, quella del boogie- woogie. Dopo il covid potrebbe esserci qualche canzone del nuovo album di Tony Tammaro che esce a fine mese. Me lo auguro».

Come sta programmando la sua ripartenza? Sono previsti concerti o eventi quest’estate?

«Purtroppo, tra noi e le feste di piazza ci si sono messi alcuni vescovi che hanno diramato circolari per soprassedere anche quest’anno alle feste patronali. In ogni caso, io riparto dalle cerimonie private (tanta gente che non si è potuta sposare lo scorso anno lo farà nel 2021) e poi, ci saranno i concerti negli spazi all’aperto. A fine agosto sarò all’arena del mare di Salerno».

L’anno scorso, in piena pandemia, a Pasquetta ha organizzato un concerto online: come è nata l’idea e quale il riscontro?

«L’Idea fu dell’Assessorato alla cultura del comune di Napoli che mi invitò a farlo dalla loro pagina Facebook. Più volte cadde la linea per le troppe persone collegate. C’era una grande voglia di ridere in quel brutto momento».

Crede che cambierà qualcosa dopo quello che abbiamo vissuto nei rapporti tra le persone?

«Assolutamente si. Questo periodo è servito a tutti noi per ritrovare se stessi. In giro vedo persone migliori, più consapevoli del fatto che la vita è una cosa meravigliosa e non va sprecata a litigare o a dar fastidio agli altri».

Oggi anche andare a Ischia per passare una giornata di festa diventa complicato viste le restrizioni e i dispositivi da indossare: cambierebbe la sua canzone?

«Ma no, saranno gli eventi a cambiare e a riallinearsi a quel che c’era prima. In ogni caso, fare il bagno a mare con la mutanda, pare che non sia proibito».

La sua è la musica dell’allegria: quanto ne abbiamo bisogno ancora?

«Credo in eterno. Le persone, quando sono felici o ridono o ballano. E io sono qua per questo».

C’è un aneddoto legato a questi mesi di restrizioni che le ha fatto capire quanto avessimo bisogno di tornare a vivere?

«Ho visto persone che hanno messo chili di troppo per noia. Persino l’allenatore della palestra in cui andavo è diventato irriconoscibile. Quando la palestra ha riaperto, c’era una fila emorme ai tapis roulant per buttare giù la panza».

Non trova che in questa fase ormai i virologi siano più importanti dei politici?

«Per mia abitudine, seguo cautamente sia gli uni che gli altri. In questo periodo si sono contraddetti titti più volte. Per quanto mi riguarda, a un certo punto ho chiuso tutte le vie di comunicazione con queste persone e mi sono concentrato sui miei amati libro».

Ce n’è qualcuno a cui dedicherebbe volentieri una canzone?

Nel mio prossimo disco è contenuta una canzone dedicata a un politico corrotto a cui ho dato un nome di fantasia: “Antonello Venduto”, ma ognuno potrà vederci il politico che vuole».

A proposito, lei si è vaccinato?

«Si. Ho fatto la prima dose di Astra Zeneca e sto ancora qua».

Ci lasci con un pensiero per i nostri lettori: quest’estate cosa consiglierebbe loro di fare. Oltre ad andare a vedere un concerto di Tony Tammaro ovviamente…

«Il popolo napoletano, dall’alto della sua millenaria saggezza ha coniato la frase: “ ‘A vita è ‘nu muorzo”.

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