Scafati, mezza città non paga la tassa sui rifiuti

Adriano Falanga,  

Scafati, mezza città non paga la tassa sui rifiuti

Uno scafatese su due non paga la Tari. Un mancato gettito tributario che costringe la giunta, assieme alla carenza di personale, a deliberare un atto di indirizzo per esternalizzare nuovamente la riscossione dei tributi. O meglio, l’esecutivo guidato dal sindaco Cristoforo Salvati ha deciso di dare mandato agli uffici di approntare studi di fattibilità per affidare l’accertamento e la riscossione del coattivo a società terze, mentre confermando la gestione dell’ordinario in capo a Palazzo Mayer, si rende però necessario trovare aziende che possano dare supporto gestionale e operativo all’ente. A presentare la proposta di delibera, approvata all’unanimità con l’assenza del solo Alessandro Arpaia, il nuovo responsabile dei tributi nominato dalla stessa giunta, lo stesso giorno, Francesco Maria Violante. E’ l’ennesimo funzionario a capo del settore fiscalità locale, istituito dalla commissione straordinaria. «Necessario aumentare la capacità di riscossione – si legge nella delibera – Diminuire l’elevata morosità relativa al tributo Tari, che si attesta oltre al 51 per cento dell’accertato e che ha grande impatto sugli equilibri, soprattutto finanziari dell’ente. Trovare soluzioni alla situazione di deficitarietà strutturale dell’ufficio entrate dell’ente, che ad oggi, nonostante gli sforzi, ne compromettono in maniera significativa ed evidente la performance e l’efficienza». Un ufficio che a settembre 2019 poteva contare su 12 dipendenti, racimolati da altri settori. «L’ufficio a partire dal mese di settembre 2021 risulterà composto da due dipendenti a tempo pieno e due dipendenti in convenzione da altri Comuni, totalmente insufficienti a gestire in proprio i carichi di lavoro e i tempi di una efficiente attività di gestione delle entrate – si legge ancora – nel piano annuale e triennale del fabbisogno del personale non è stato possibile prevedere posti per la copertura e/o la implementazione di ruoli amministrativi e tecnici a rafforzamento dell’ufficio, per limiti finanziari in tema di assunzioni, e in considerazione della inopportunità di incrementare la spesa rigida del Comune». La convenzione scaduta con l’ex Equitalia per il coattivo viene descritta come «particolarmente insoddisfacente». Potenziare la capacità di accertamento e riscossione dei tributi è fondamentale, secondo il collegio dei revisori dei conti, per il rispetto degli obiettivi del piano di riequilibrio, e per evitare il dissesto. «Per la sola annualità 2020, come desunto dalla relazione al bilancio consuntivo 2020, le entrate tributarie sono state inferiori per 1,7 milioni di euro in raffronto all’annualità 2019». Insomma, al calare delle risorse umane disponibili, calano anche le entrate. Una situazione oramai insostenibile.

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