Castellammare, le rivelazioni dei pentiti su altri 2 omicidi irrisolti

Tiziano Valle,  

Castellammare, le rivelazioni dei pentiti su altri 2 omicidi irrisolti

Castellammare. Fare luce sugli omicidi di Salvatore Polito e di Antonio Fontana. E’ questo adesso l’obiettivo della Procura Antimafia che, uno dopo l’altro, sta ricostruendo tutti i delitti di camorra irrisolti a Castellammare di Stabia. Un lavoro investigativo per cui è stata fondamentale la decisione di collaborare con la giustizia di Pasquale Rapicano, il killer del clan D’Alessandro che è stato condannato all’ergastolo, in Appello, per l’omicidio di Pietro Scelzo del 18 novembre 2006 e poi ha deciso di pentirsi.Da gennaio 2020 il sicario ha cominciato a raccontare tutti i segreti della cosca di Scanzano ai magistrati della Dda e da quel momento, oltre all’operazione Domino che ha fatto luce sui business della droga e delle estorsioni, sono stati eseguiti anche quattro arresti per gli omicidi di Raffaele Carolei e Pietro Scelzo.Per quanto riguarda il primo, ammazzato nel 2012, sono state eseguite ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giovanni Savarese e Gaetano Vitale. Per il delitto di Pietro Scelzo, invece, sono stati arrestati Vincenzo Ingenito, presunto mandante, e Antonino Esposito Sansone, l’uomo che avrebbe guidato lo scooter sul quale viaggiava il killer Pasquale Rapicano. Le indagini, per entrambi gli omicidi, sono ancora in corso per verificare le posizioni di altre persone che potrebbero essere coinvolte.Ma l’attenzione adesso si sposta su altri due delitti irrisolti.Il primo riguarda quello di Salvatore Polito, del 6 settembre 2012, nel rione Moscarella. Di questo omicidio ha parlato sempre il pentito Pasquale Rapicano, tirando in ballo pregiudicati nel rione Savorito, ma raccontando cose che sarebbe venuto a sapere attraverso altri pregiudicati appartenenti al clan D’Alessandro.In ogni caso, l’Antimafia sta cercando di riscontrare le sue rivelazioni, anche sulla scorta degli elementi acquisiti nel corso delle indagini.Discorso diverso per l’omicidio di Antonio Fontana, ucciso l’8 luglio 2017 all’esterno di una pizzeria di Agerola. In questo caso, oltre al lavoro svolto dagli investigatori, al momento sono agli atti i verbali di almeno altri due pentiti. A parlarne è il fratello Luciano Fontana, collaboratore di giustizia, che individua nel clan D’Alessandro i mandanti e gli esecutori del delitto. Poi ne parla Giovanni Brano, un ex pusher, che per un periodo ha lavorato al soldo dei capi della piazza di spaccio di Santa Caterina, prima di essere arrestato per una rapina a una gioielleria di via Annunziatella e decidere di passare dalla parte della giustizia.Brano tira in ballo Giovanni Savarese e Gaetano Vitale, che a suo dire avrebbero avuto un ruolo «nel progetto omicidiario di Antonio Fontana, per fare un regalo a Luigi D’Alessandro». Ma senza specificare quale sarebbe stato il presunto ruolo dei due.Nonostante il delitto di ‘o fasano venga citato anche nell’ordinanza di custodia cautelare del delitto Scelzo, invece, non risultano ancora agli atti rivelazioni di Pasquale Rapicano per quest’omicidio. La verità del pentito è ancora coperta dagli omissis contenuti nei verbali in mano all’Antimafia e presto potrebbe provocare un nuovo terremoto per la camorra stabiese.

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