Cira, la mamma innocente ferita per errore dai killer. Ercolano ripiomba nell’incubo camorra

Ciro Formisano,  

Cira, la mamma innocente ferita per errore dai killer. Ercolano ripiomba nell’incubo camorra

Cira è una mamma come tante altre. Una donna che tra sacrifici e difficoltà ha messo alla luce 5 figli. Vive in un quartiere di confine. Un’angusta stradina del centro storico di Ercolano. Da un lato c’è la bellezza degli scavi e dall’altro il degrado di un rione cadente diventato roccaforte dello spaccio. Un rione dove tanti cittadini onesti vivono porta a porta con pregiudicati di rango. E’ il tramonto quando quella donna incensurata di 49 anni è sul balcone della sua abitazione, una vecchia casa al civico 22 di via Tironi di Moccia, piazzata in cima ad una ripida rampa di scale. All’improvviso però Cira inizia a gridare. Si piega in due sul pavimento, con una mano sul fianco. Chiede aiuto. Nella schiena ha un proiettile. Un colpo di pistola esploso qualche istante prima, forse dalla strada, forse da un altro balcone. Inizia una disperata corsa in ospedale. Le sue condizioni, fortunatamente non sono gravi. E ieri sera è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico per la rimozione del proiettile. Intervento che è riuscito perfettamente. Una tragedia sfiorata. Un raid armato che stava per costare la vita ad una donna innocente. Sì, perché le indagini condotte dai carabinieri di Ercolano e Torre del Greco dovranno chiarire tanti dubbi. Ma l’unica certezza è che quella donna è stata colpita per errore. Due le principali ipotesi al vaglio delle forze dell’ordine: una stesa messa a segno per intimorire qualche pregiudicato del quartiere, oppure un folle gioco finito male. Indagini rese più complesse dall’assenza di telecamere di videosorveglianza in quel quartiere a ridosso di via Trentola. I militari dell’Arma del capitano Andrea Leacche hanno acquisito i video ripresi dalle telecamere dei negozi della zona. Un modo per provare a ricostruire i movimenti nelle aree adiacenti al luogo nel quale è avvenuto lo sparo. La pista della “stesa” per ora appare la meno accreditata, visto che sul posto e nelle zone vicine non sono stati rinvenuti frammenti di proiettile. Un indizio che fa pensare che il colpo esploso sia stato uno solo: quello che ha ferito la povera Cira. Il giorno dopo il quartiere è immerso da un insolito silenzio. Nessuno vuole parlare, nessuno ha visto nulla. Ma tutti sottolineano quello che le forze dell’ordine già sanno: cioè che quella donna è una onesta madre di famiglia. E questo rende i fatti di giovedì sera ancora più inquietanti. Appena qualche giorno fa, infatti, l’amministrazione comunale ha intitolato una strada a Salvatore Barbaro, vittima innocente della camorra. «Quanto accaduto ieri sera ad Ercolano non può che essere condannato con durezza e fermezza» il commento di Ciro Buonajuto, sindaco di Ercolano. «Ho parlato per qualche minuto al telefono con la signora, Ciretta, e sua sorella  alle quali ho espresso vicinanza e solidarietà personale e dell’intera comunità condannando il vile gesto». Un episodio che riaccende i riflettori sui vicoli dimenticati della città. Sui quartieri a rischio, sulla criminalità che torna a sparare. Non succedeva da 10 anni nella città anti-camorra. E’ successo giovedì. E quel colpo di pistola stava per costare la vita ad un’altra vittima innocente.

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