Castellammare. Omicidio Carolei, i killer pentiti a processo

Tiziano Valle,  

Castellammare. Omicidio Carolei, i killer pentiti a processo

Hanno ammazzato Raffaele Carolei, pregiudicato di Moscarella, nel loro appartamento. Hanno confessato quel delitto e poi hanno cominciato a collaborare con la giustizia svelando tutti i segreti del clan D’Alessandro, consentendo agli investigatori di mettere a segno numerosi arresti.Pasquale e Catello Rapicano, i due fratelli del rione Capo Rivo, sono stati rinviati a giudizio per il delitto di Raffaele Carolei, un caso di lupara bianca, che l’Antimafia ha risolto proprio grazie alle loro rivelazioni. Per entrambi è previsto il rito abbreviato e se Pasquale ha già beneficiato delle attenuanti previste per i collaboratori di giustizia in un processo per armi, per Catello Rapicano sarà la prima volta che potrà ottenere lo sconto di pena assicurato ai pentiti. Un passaggio importante per l’Antimafia, perché i fratelli Rapicano due assi nella manica degli investigatori nella lotta contro la criminalità organizzata di Castellammare di Stabia. I verbali di Pasquale, alias Lino ‘o capone, sono già finiti agli atti delle inchieste Domino e Domino 2 che hanno consentito di mettere a segno complessivamente una cinquantina di arresti di boss e affiliati del clan D’Alessandro, impegnati nel traffico di sostanze stupefacenti e nel racket alle imprese. L’unico verbale di Catello Rapicano finora noto, invece, è proprio quello depositato agli atti dell’inchiesta sull’omicidio di Raffaele Carolei, ex esponente degli Omobono-Scarpa, nell’ambito della quale sono stati arrestati anche Giovanni Savarese e Gaetano Vitale. Per questi ultimi due la Procura Antimafia ha chiesto il giudizio immediato. Stando alla ricostruzione dei collaboratori di giustizia, il 10 settembre 2012, Raffaele Carolei venne attirato con un tranello nell’appartamento di Catello Rapicano. I soldati del clan D’Alessandro gli dissero che avrebbero dovuto parlare di affari nell’ambito del traffico di sostanze stupefacenti. Ma in realtà in quell’appartamento del centro antico di Castellammare di Stabia si doveva consumare la vendetta ordinata da Scanzano, per la vecchia faida del 2004.Pasquale e Catello Rapicano hanno raccontato i dettagli agghiaccianti di quell’omicidio commesso con una fune stretta attorno al collo della vittima per strangolarlo. Assieme a loro, stando alle rivelazioni dei pentiti, c’erano proprio Gaetano Vitale e Giovanni Savarese che parteciparono all’omicidio. Il corpo di Carolei poi fu fatto sparire e non è stato mai più ritrovato. Nel 2012, subito dopo la sua sparizione, la famiglia denunciò la scomparsa alle forze dell’ordine che subito ipotizzarono un caso di lupara bianca. Una tesi poi confermata a distanza di quasi dieci anni dai collaboratori di giustizia che adesso, dopo aver confessato il delitto, finiscono a processo.

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