Il segretario del Pd regionale: “Ora ripartiamo dai circoli locali”

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Il segretario del Pd regionale: “Ora ripartiamo dai circoli locali”

Leo Annunziata guida ormai da tre anni il Pd regionale. Vicino al Presidente De Luca, analizza anche i movimenti del partito sul territorio. Situazioni critiche come quelle di Torre Annunziata e Torre del Greco, possibilità di rilancio come quella di Castellammare e sullo sfondo la battaglia per il Comune di Napoli.

Segretario, partiamo da Napoli. Fino a poco tempo fa tra il Pd e i Cinque Stelle c’era odio, oggi amore. Manfredi è l’uomo giusto per una sintesi?

«Ho massima fiducia nella candidatura di Manfredi perché da un lato rappresenta la sintesi di forze politiche sicuramente diverse che però hanno deciso insieme di rilanciare Napoli, ma dall’altro Manfredi riveste il ruolo di affidabilità sia dal punto di vista della competenza che della sua capacità a risolvere problemi. All’interno di questo quadro ciascun partito mira a segnare una sorta di supremazia, ma sono certo che il Pd farà valere le sue ragioni».

In queste elezioni c’è anche un convitato di pietra, Antonio Bassolino. Lo ritroverete compagno di viaggio al ballottaggio?

«Prima di tutto c’è, da parte mia, un rispetto assoluto per Bassolino per quanto riguarda l’impegno profuso. C’è rispetto anche per la forma che ha scelto, mi riferisco al comizio, ma tutte le forme sono importanti. È chiaro che si muove nell’alveo del centrosinistra. Ma non si ragiona del ballottaggio prima del primo turno».

A Torre Annunziata il Pd ha un problema. Scandali, mazzette e un sindaco che non vuole dimettersi: lei cosa ne pensa?

«Ovviamente non è il regionale il luogo in cui si può dirimere questa questione. In maniera analitica riconosco che vi sia da un lato l’espressione del partito a livello metropolitano e dall’altro l’autonomia del sindaco. Le due cose collidono ma è chiaro che io da segretario regionale sposo la linea del partito provinciale. Quell’esperienza è finita e Ascione dovrebbe dimettersi»

A Castellammare c’è una commissione d’accesso che indaga sull’amministrazione di centrodestra. Ma quella città il centrosinistra l’ha amministrata per venti anni.

«Il Pd a Castellammare nel passato ha espresso figure importanti, persone che conosco. Queste amministrazioni non sono durate e i cittadini quando accade questo è come se avessero un rifiuto. E’ il momento di costruire il partito e la serietà dello stesso. Penso che all’interno ci debba essere un vincolo tra consigliere eletto e mandato ricevuto. Dobbiamo tornare a ricevere la fiducia degli elettori. E lo può fare solo un Pd rinnovato».

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