«Turisti in fuga dal Vesuvio». La bufera sul Parco protetto spacca il centrosinistra

Andrea Ripa,  

«Turisti in fuga dal Vesuvio». La bufera sul Parco protetto spacca il centrosinistra

Stavolta l’ennesimo sciame di critiche che s’abbatte sui vertici del Parco del Vesuvio non arriva dalle guide turistiche, tantomeno da una compagine politica avversa a quella che cinque anni fa ha scelto e nominato l’attuale presidente dell’Ente, Agostino Casillo. è un deluchiano doc ed ex del Partito Democratico, stessa corrente del manager sangiuseppese, ad accusare un «sistema Vesuvio che non va». Diego Venanzoni è un consigliere regionale vicino al Governatore. L’ultima voce critica, che s’aggiunge al coro di proteste che nelle ultime settimane hanno fatto “rumore” attorno alla questione degli accessi al Gran Cono, è proprio la sua. «Con la ripresa delle attività turistiche non è più da procrastinare un intervento concreto per rilanciare e riqualificare la fruizione di una delle bellezze naturali del nostro territorio e non solo. Stiamo ponendo l’attenzione in particolare sulla disorganizzazione nel Parco del Vesuvio nel rendere possibile le escursioni da parte dei tanti turisti, provenienti da tutto il mondo, costretti ad affrontare pesanti disagi ma anche, soprattutto, a quelle a cui vanno incontro quanti ci lavorano: guide turistiche e vulcanologiche, operatori turistici, agenti di viaggio, rappresentanti di Ncc, bus turistici e strutture ricettive, operatori dell’artigianato ed agricoli, agenzie locali di sviluppo che si imbattono spesso in un sistema-Vesuvio che non funziona». – scrive in una lettera inviata proprio ai vertici del Parco del Vesuvio – « E’ vero che si tratta di un’area vasta e complessa ma quanto accade secondo noi potrebbe essere causato da poca attenzione e da una scarsa progettualità. Si era pensato di andare incontro alle norme antiCovid per migliorare il servizio istituendo una biglietteria on line. Eppure, basta davvero una banalità per fare tornare indietro comitive di turisti che già devono affrontare non pochi disagi per giungere fino alla base del Gran Cono. Il punto di accesso internet risulta avere una scarsa connessione ed è priva di di copertura telefonica. Manca un front office per fornire assistenza ai turisti, costretti a scendere a valle per sperare di acquistare un ticket elettronico». La questione del biglietto online aveva già fatto accendere le polemiche nell’ultimo anno, da quando – per precauzioni legate al Covid – sono stati installati i tornelli a quota mille. «Il biglietto acquistato online non permette l’ingresso ai varchi automatici se vi è un ritardo anche di pochi secondi, per cui risulta necessario ripristinare la biglietteria fisica; in secondo luogo, consentire l’ingresso al Cono con ticket elettronico da un’ora prima a un’ora dopo la fascia oraria selezionata, risolvendo in tal modo la questione dei ritardi, spesso imputabili a problemi di trasporto in loco. – e conclude – Ed ancora, mancano i servizi igienici, inconcepibile per l’emergenza epidemiologica in corso. Le vie d’accesso al cratere non sono state pulite e manutenute adeguatamente, con aumento del rischio sia per gli addetti ai lavori che per i turisti. Per non parlare della sicurezza e del controllo delle zone antistanti l’ingresso al Cono, dove sono avvenuti numerosi casi di furto e danneggiamento alle auto dei turisti». Ora la palla passa di nuovo al presidente del Parco.

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