La differenziata è un flop, a Poggiomarino sarà rivoluzione sui rifiuti

Andrea Ripa,  

La differenziata è un flop, a Poggiomarino sarà rivoluzione sui rifiuti

Il primo campanello d’allarme sull’emergenza rifiuti in città è risuonato poche settimane dopo l’insediamento dell’amministrazione comunale, quando, durante i primi interventi di rimozione dei rifiuti alla periferia di Poggiomarino, ci si è resi conto che il problema della raccolta differenziata era molto più strutturato di quanto si pensasse. I continui sversamenti che si sono verificati negli ultimi mesi poi hanno spinto l’amministrazione Falanga e la Igiene Urbana Evolution a studiare un nuovo programma. Dal 4 luglio cambiano le regole, cambiano giorni di conferimento e cambia il modo di intendere la raccolta differenziata. Nasce da qui, dai risultati poco incoraggianti sulle percentuali di raccolta – oggi ferme al 52% -, l’esigenza di apportare cambiamenti al programma per il conferimento dei rifiuti nelle strade della città. Una piccola rivoluzione che in Comune sperano possa avere due effetti. «Migliorare il servizio e la differenziata e contenere i costi di gestione di una tassa che è riversata completamente sulla comunità», spiega il sindaco Maurizio Falanga durante la conferenza stampa in cui – assieme al vicesindaco Luigi Belcuore, l’ingegnere Cuciniello della ditta rifiuti e l’ingegnere Rino Pagano del Comune – vengono illustrate le nuove modalità che entreranno in vigore tra qualche settimana. La campagna informativa avviata dall’Ente in questi giorni ha permesso all’amministrazione di riscontrare le criticità di una comunità ancora poco avvezza ai cambiamenti e al concetto di raccolta differenziata. «Ci sono alcune sacche che intendono il conferimento dei rifiuti come dieci anni fa, quando in due giorni si buttava di tutto. – aggiunge il primo cittadino di Poggiomarino – Noi dobbiamo intervenire proprio su quella parte di popolazione che la differenziata non la fa per nulla. E poi daremo una stretta sull’abbandono illecito e incontrollato dei rifiuti». La Tari a Poggiomarino costa ai cittadini 3,7 milioni di euro, costi che potrebbero lievitare in futuro alla luce delle nuove tariffe per lo smaltimento della frazione secca approvate dal Consiglio Metropolitano che dai 169 euro a tonnellata, oggi stima in 195 gli euro da riconoscere per ogni tonnellata di indifferenziata. «Dobbiamo differenziare anche per pagare meno. Più secco produciamo, più ci ritroveremo a pagare in futuro», conclude il primo cittadino. «Il nuovo programma si basa sulla riduzione del conferimento del secco che passerà da due a una volta a settimana. Ci rendiamo conto che cambieranno le abitudini dei cittadini, ma siamo convinti che con questa strategia aumenterà la qualità della raccolta differenziata. Anche perché non possiamo intervenire sempre con le bonifiche sul territorio, l’obiettivo è quello di portare i cittadini a un maggiore impegno dal punto di vista ambientale», le parole del numero due della giunta poggiomarinese Luigi Belcuore. «Cambia il calendario del vetro ed è prevista l’introduzione del conferimento di pannolini e pannoloni da concordare con il centro di raccolta. Provare a intervenire riducendo lo smaltimento dell’indifferenziato nel tentativo di incrementare le frazioni recuperabili potrebbe avere impatti importanti sull’ambiente», spiega l’ingegnere Cuciniello di Igiene Urbana Evolution.  Ennesimo atto di una rivoluzione avviata dall’Ente che dovrà essere assorbita dalla comunità per evitare di trasformarsi in un grande flop.

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