Arte e religione a Napoli contro la movida selvaggia

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Arte e religione a Napoli contro la movida selvaggia

“Arte e religione devono essere le chiavi per ridare lustro a Napoli e per promuovere un messaggio di speranza a questa città”. Così il parroco don Salvatore Giuliano commenta la posa della scultura San Gennaro de Le Voci di Dentro all’interno della basilica di San Giovanni Maggiore di Napoli. Venerdì 25 giugno, alle 15.30, l’opera del maestro Alessandro Flaminio, art director del rinomato atelier d’arte partenopeo, entrerà ufficialmente nella chiesa sita in vico S. Maria dell’Aiuto, 14, con un ingresso anche nel più famoso Largo San Giovanni Maggiore, oggi piazza brulicante di baretti e purtroppo “teatro” troppo spesso di risse, spaccio di droga e abuso vendita di alcol ai minori. “Le piaghe sociali, come la movida selvaggia e senza regole, devono essere combattute sensibilizzando soprattutto i più giovani – ha detto il parroco don Salvatore -, e quale migliore metodo per esortare un riscatto sociale e identitario se non con l’Arte? Arte completamente napoletana e moderna. Mancava a questa chiesa il busto del Santo Patrono di Napoli, molto bello è stato ricerverlo in chiave PopArt”.Alto 70 cm con una base di oltre 15 cm, l’opera, realizzata interamente in bronzo, rappresenta la raffigurazione più grande in chiave scultorea del Patrono ad opera del maestro Alessandro Flaminio, artista di punta dell’atelier Le Voci di Dentro – sito nel cuore di Napoli, in via San Biagio de’ Librai 111 – conosciuto in tutto il mondo per la scultura del Santo. “E’ unvero onore – ha commentato il Maestro – poter esporre un mio lavoro in questa chiesa, chiusa per tanti anni al pubblico, e poterla donare per un percorso di sensibilizzazione così grande e importante. San Gennaro, oltre ad essere il Santo più famoso al mondo, è espressione di un popolo. Prima di diventare Santo, era un uomo del popolo. È giusto che il popolo napoletano tragga ispirazioni da sé stesso per elevarsi”.L’azione di sensibilizzazione attraverso l’arte condotta dell’estroso parroco don Salvatore, già distintosi in passato per aver aperto le porte della chiesa il sabato sera alla gioventù “distratta” della movida, si intreccia con quella di riqualificazione e restauro della basilica, rimasta chiusa per circa 40 anni al pubblico e restituita solo di recente alla Comunità Parrocchiale, nonostante fosse una tra le quattro chiese più grandi del capoluogo campano. “Tre dei quattro ipogei sono stati già restaurati – ha aggiunto il parroco -, la speranza è di ultimare al più presto anche l’ultimo ipogeo e la Cappella Pappacoda per ridare lustroall’intera chiesa”. Secondo un’antica tradizione la Basilica, edificata per volere dell’imperatore Costantino, su di un tempio pagano, ospiterebbe anche il sepolcro di Partenope, secondo la mitologia, fondatrice di Napoli; come testimonia una lapide in latino oggi posta dietro l’altare del crocifisso. “Oggi la Basilica di San Giovanni – ha concluso il parroco – ospita anche la sede dell’associazione Hartenope, in onore proprio della madre mitologica dei napoletani. Il sogno è che un giorno diventi un punto di riferimento per il centro storico: un luogo in cui prendano vita progetti culturali e di aggregazione turistica che possano magari un giorno generare anche un lavoro per i ragazzi del quartiere”.A donare l’opera de Le Voci di Dentro alla Comunità Parrocchiale, in occasione dei festeggiamenti del 24 giugno per San Giovanni Battista – a cui la basilica è dedicata -, l’azienda GM GROUP, leader nella produzione e vendita di cornici artigianali made in Italy, di cui il maestro Alessandro Flaminio è anche art director. “Un regalo a chi come noi crede nell’arte, nella napoletanità e nella cultura – ha commentato il responsabile commerciale della società Antonio Cuccurullo – Complimenti a don Salvatore Giuliano per tutte le iniziative, culturali e sociali, che sta mettendo e metterà in campo per dare lustro alla storia e alla cultura della nostra città”.

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