Deiulemar, le notti di festa di Della Gatta alla faccia del crac

Alberto Dortucci,  

Deiulemar, le notti di festa di Della Gatta alla faccia del crac
Un frame del filmato diffuso via social

Torre del Greco. Il vampiro perde il pelo, ma non il vizio. è destinato a scatenare polemiche e veleni – come già accadde in occasione del filmato registrato all’Anema e Core di Capri nell’estate 2015 – l’ultimo video diffuso via social in cui Pasquale Della Gatta, l’armatore condannato a 11 anni e 8 mesi di reclusione per il fallimento della Deiulemar compagnia di navigazione, si scatena a un ricevimento di nozze in penisola sorrentina. Una ventina di secondi, relativi al lancio del bouquet della sposa, in cui il rampollo di Giovanni Battista Della Gatta recita la parte del protagonista tra applausi e sorrisi.

Il «rubatore» di bouquet

Il video si riferisce alle battute finali di un matrimonio organizzato lo scorso fine settimana in un noto relais della penisola sorrentina, a cui Pasquale Della Gatta – insieme alla moglie e ai tre figli – si era presentato come invitato dello sposo, amico del primogenito dell’armatore-vampiro. Una festa in grande stile nell’incantevole cornice della terra delle Sirene, degna del ricco passato di Pasquale Della Gatta & company: non a caso, l’armatore-vampiro – a dispetto dei guai economici provocati a 13.000 famiglie di Torre del Greco e dintorni – appare completamente a proprio agio e affatto preoccupato delle pendenze giudiziarie. E lo stesso titolo di presentazione del filmato – il «rubatore» di bouquet, per l’abilità di strappare l’ambito trofeo lanciato dalla sposa alle donzelle presenti in pista – suona come l’ennesima beffa per il popolo di truffati dalla Deiulemar compagnia di navigazione.

La giustizia-lumaca

Ovviamente, Pasquale Della Gatta era pienamente legittimato a partecipare alla festa di nozze così come a qualsiasi evento – l’armatore-vampiro non è sottoposto a vincoli cautelari, in attesa della sentenza definitiva per il grande crac all’ombra del Vesuvio – ma la diffusione del filmato ha, comunque, scatenato indignazione e rabbia tra gli ex obbligazionisti della Deiulemar compagnia di navigazione. Perché la sentenza con cui la Cassazione confermò la penale responsabilità degli armatori-vampiri e rinviò il processo in appello solo per la rideterminazione di alcune pene risale al luglio del 2019: «Sono passati praticamente due anni – l’amarezza dei truffati – e il nuovo giudizio non è stato neanche fissato. Così, chi dovrebbe stare in galera, si diverte alle nostre spalle».

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