Variante Delta: in Europa sarà predominante entro fine agosto. Altri focolai in Italia, in Campania il numero più alto di casi

Redazione,  

Variante Delta: in Europa sarà predominante entro fine agosto. Altri focolai in Italia, in Campania il numero più alto di casi

Covid: nel Vesuviano 83 casi della variante delta, 44 a Torre del Greco. Cluster in una palestra di Agerola

Si impennano i casi di infezione dovuti alla variante Delta del virus SarsCoV2, vista per la prima volta in India nell’ottobre scorso. Si parla già di una crescita di tipo esponenziale e le previsioni del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) la confermano, indicando che in estate la Delta potrà veicolare il 90% dei contagi in Europa. E’ perciò destinata a diventare dominante, sostituendosi alla variante oggi più diffusa, l’Alfa.

E’ già accaduto in Gran Bretagna, che ha registrato un nuovo picco di contagi, oltre 16.000; il 60% della popolazione vaccinata ha permesso però di ridurre ricoveri e decessi. Dati che hanno già messo in allarme la Germania, dove la cancelliera Angela Merkel auspica in tutti i Paesi dell’Unione Europea la quarantena per chi arriva dal Regno Unito. E Israele ha deciso di rinviare dal primo luglio al primo agosto l’ingresso nel Paese dei turisti vaccinati.

In Italia i numeri dell’epidemia sono decisamente bassi, con 951 casi in 24 ore (contro gli 835 del giorno precedente) rilevati con 198.031 tamponi fra molecolari e antigenici rapidi e un tasso di positività dello 0,5%. I decessi sono stati 30 in 24 ore e sono complessivamente 344 i pazienti ricoverati in terapia, 18 in meno in 24 ore nel saldo quotidiano tra entrate e uscite e 4 nuovi ingressi; sono stati 149 in meno anche i ricoveri nei reparti Covid, per un totale di 2.140. Nonostante questo quadro molto positivo, la minaccia della variante Delta comincia a pesare.

“Non è un liberi tutti”, ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi. “Dobbiamo tenere alta l’attenzione”, ha aggiunto. A preoccupare sono i focolai segnalati ormai in molte regioni e per questo Draghi ha esortato oggi a “procedere nella campagna vaccinale con la massima intensità”. Un’accelerazione necessaria quella sui vaccini perché, nonostante i dati indichino che proteggono dalle forme gravi di Covid-19 ed evitano i decessi, non riescono a frenare i contagi. Il virus continua perciò a circolare e in questo modo aumentano le probabilità che possa accumulare mutazioni che portino a varianti capaci di trasmettersi in modo ancora più efficace o di eludere i vaccini. La Lombardia segnala che variante Delta a giugno è salita al 3,2% ed è la Campania, al momento, a registrare il maggior numero di casi, con 83 nel Vesuviano e 44 a Torre del Greco; dalla Sardegna si segnalano 15 casi nel Sassarese e 3 nel Teramano. Almeno cinque, al momento, i casi emersi in Abruzzo.

Nel Teramano, all’origine del focolaio, che interessa un gruppo di giovani, ci sarebbe la partecipazione a una festa che si è svolta in un locale della costa. Si aggiungono a quelli segnalati dalla banca dati genetica internazionale Gisaid in Piemonte, Trentino Alto Adige, Veneti, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Puglia, Sicilia e Lazio. Quest’ultima regione ha deciso di anticipare i richiami delle vaccinazioni con AstraZeneca per garantire, con due dosi di vaccino, una migliore protezione contro la variante Delta. E’ ormai chiaro che c’è una corsa contro il tempo perché i dati finora disponibili indicano una crescita di tipo esponenziale e le sequenze depositate sono ancora molto poche. “Il quadro che emerge solo da questi dati, peraltro parziali, è preoccupante, considerando che dobbiamo aspettarci numeri progressivamente e costantemente più alti, con il deposito di ulteriori virus sequenziati”, ha detto il presidente del Ceinge-Biotecnologie Avanzate di Napoli, Pietro Forestieri.

Mentre si attendono i dati della nuova indagine rapida dell’Istituto Superiore di Sanità, si mettono a punto tecnologie più efficienti e meno coste per ottenere le sequenze genetiche del virus. E’ il caso della COVseq, messa a punto all’Istituto Karolinska di Stoccolma dall’italiano Nicola Crosetto, in collaborazione con l’Istituto di Candiolo FPO-IRCCS e Ospedale Amedeo di Savoia di Torino.

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