La seconda vita di Longola, riapre il sito archeologico di Poggiomarino

Andrea Ripa,  

La seconda vita di Longola, riapre il sito archeologico di Poggiomarino

La riapertura dei cancelli del parco archeologico di Longola è l’inizio di una seconda vita. Dopo i mesi di chiusura forzata, dopo l’incubo di veder andare in fumo anni di sacrifici e di storia di un territorio ancora poco valorizzato, il nuovo corso del sito di Poggiomarino rappresenta una svolta. Culturale e turistica. Attesa per mesi, dopo lo strano silenzio in cui era finito il parco archeologico destinato a diventare il vanto dell’intera comunità. «Abbiamo aspettato tanto questo giorno», le parole del sindaco Maurizio Falanga. «Bisogna fare rete con gli altri siti, da Pompei a Castellammare. Non dobbiamo perderci negli slogan», aggiungerà il direttore del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel. Le capanne che ricostruiscono le comunità che 3500 anni fa si erano insediate sul fiume Sarno prima di spostarsi verso Pompei hanno ripreso finalmente vita. Come gli orti sociali e le altre costruzioni in legno nel parco archeologico e naturalistico. Destinato un giorno a diventare teatro degli eventi da tenere in città, vista la presenza dell’auditorium. «E’ stata una battaglia anche fisica per la riapertura. Lotteremo affinché questo parco sia l’orgoglio della nostra comunità, delle nostre tradizioni. Poggiomarino recupera la sua eccellenza, la sua storia, che è la storia di tutti noi», spiega l’assessore Maria Carillo che al parco archeologico, insieme all’assessore agli eventi Rachele Sorrentino e agli archeologici della soprintendenza, ha curato nei minimi dettagli la nuova vita del parco. «Era una struttura abbandonata, ridotta alla non vita. Abbiamo provveduto alla manutenzione del legno, del verde. Ripristinato la cartellonistica ammalorata». La conferenza stampa di ieri mattina sancisce la riapertura del sito che si concretizzerà ufficialmente a partire dal prossimo 26 giugno per tutti i fine settimana. «Gratis anche nel mese di luglio. Presto organizzeremo anche degli eventi. Siamo custodi di un bene immenso di cui dobbiamo prenderci cura», aggiunge l’altra quota rosa della giunta Falanga. «Creare una rete culturale tra i siti è fondamentale. La rete non può prescindere da un racconto che lega i luoghi in questa piana del Sarno. La valorizzazione dei cosiddetti siti minori è imprescindibile e adesso che c’è grande voglia di tornare in Italia. Di viaggiare, dobbiamo provare in questa impresa. Solo attraverso lo studio delle civiltà di Longola possiamo capire l’importanza di Pompei», spiegherà Gabriel Zuchtriegel affiancato dalla funzionaria del Comune, Antonietta De Rosa. «Vogliamo portare avanti due missioni di questo parco: dare ai poggiomarinesi quest’area come sito culturale e ricreativo e poi valorizzare l’aspetto archeologico e turistico per far conoscere Longola in tutto il mondo», il monito del sindaco Maurizio Falanga. Ha già aderito alla rete del polo turistico locale e spera che da Pompei arrivino i turisti nell’ambito di un percorso attraverso la storia delle comunità che si colleghi a Poggiomarino. Ma prima di vederli, era importante rimettere in piedi il motore della cultura e fare in modo che il degrado del passato resti soltanto un vecchio ricordo.

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