Stupro a Torre del Greco, parla l’indagato: «Abbiamo fatto sesso, ma lei era consenziente»

Alberto Dortucci,  

Stupro a Torre del Greco, parla l’indagato: «Abbiamo fatto sesso, ma lei era consenziente»
Il luogo dello stupro

Torre del Greco. Agli investigatori avrebbe confessato la «notte di passione » all’interno della sua Fiat 500, ma avrebbe respinto con forza l’accusa di stupro: «Sì, abbiamo fatto sesso. Ma lei era consenziente, non c’è stata alcuna violenza». A 5 giorni dall’orrore denunciato da una studentessa di 18 anni, entra nel vivo l’inchiesta condotta dal pubblico ministero Ugo Spagna della procura di Torre Annunziata. Chiamato a fare piena luce su una «storiaccia» capace di indignare un’intera città e di fare suonare l’ennesimo campanello d’allarme all’ombra del Vesuvio.

La difesa dell’indagato

Dopo il racconto shock della diciottenne – assistita dall’avvocato Amato Del Giudice – gli investigatori hanno ascoltato il ventiduenne del quartiere Leopardi indicato come l’aggressore. Agli uomini in divisa il giovane avrebbe confermato a grandi linee la prima parte della ricostruzione della vittima, a partire dal «contatto » su Instagram – il social utilizzato per l’approccio virtuale – fino all’invito a trascorrere una serata insieme per approfondire la conoscenza dal vivo. Di qui in avanti, invece, i racconti prenderebbero due opposte decisioni: secondo la versione dell’indagato, la serata sarebbe trascorsa tranquilla al punto da convincere la coppia a cercare un posto «tranquillo » in cui concludere l’appuntamento. La Fiat 500 del ventiduenne del quartiere Leopardi avrebbe raggiunto un parcheggio al riparo da sguardi indiscreti dove «abbiamo fatto sesso – le parole ripetute agli investigatori – ma lei era consenziente. Non c’è stata alcuna forma di violenza».

La speranza dei filmati

A chiarire cosa avvenne precisamente all’interno della Fiat 500 dell’indagato potrebbe essere il sistema di videosorveglianza comunale. La studentessa – assistita dall’avvocato Amato Del Giudice e ascoltata per sette ore dal pubblico ministero titolare delle indagini – attraverso una certosina ricerca su Google Maps sarebbe riuscita a individuare perfettamente il luogo in cui il ventiduenne avrebbe parcheggiato l’auto prima della violenza sessuale. Ovvero, esattamente sotto il cartello «area videosorvegliata » piazzato per frenare i depositi fuorilegge di rifiuti. Se le telecamere del Comune dovessero essere funzionanti, non dovrebbe essere complicato recuperare i filmati della notte degli orrori e accertare la verità dalle immagini.

Gli esami irripetibili

La richiesta di acquisizione dei video sarà formalizzata dalla difesa all’inizio della prossima settimana, quando potrebbero essere effettuati i primi test disposti dalla procura di Torre Annunziata sulla vettura al momento posta sotto sequestro. In particolare, gli investigatori proveranno a trovare eventuali segni delle violenze denunciate dalla diciottenne. La vittima, infatti, aveva raccontato che – una volta raggiunto il luogo appartato – il ventiduenne conosciuto in chat si sarebbe trasformato in una furia. Ovvero, avrebbe prima strappato via i pantaloncini e le mutandine della giovane per poi abusare della vittima. Successivamente lasciata in strada all’altezza della rotonda dell’A3 Napoli-Salerno.

L’incontro in strada

In attesa di fare piena luce sulla vicenda, in città resta alta la mobilitazione. E lunedì alle 19 ci sarà un incontro organizzato dalla Casa del Popolo davanti la chiesa dell’Annunziata.

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