Torre del Greco, picchiava la moglie da 15 anni: il marito-orco in cella

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Torre del Greco, picchiava la moglie da 15 anni: il marito-orco in cella

Torre del Greco. Per 15 anni, a partire dal 2006 e fino alla scorsa settimana, avrebbe picchiato la moglie e maltrattato ripetutamente i tre figli minorenni. Una escalation di violenza consumata tra le mura domestiche di una modesta abitazione della zona Leopardi, dove i carabinieri della stazione Capoluogo si sono fiondati per dare esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura nei confronti di un uomo di 42 anni, accusato di maltrattamenti in famiglia commessi ai danni della consorte e dei figli oggi rispettivamente di 17 anni, 15 anni e 13 anni.

L’attività investigativa ha preso il via in seguito alla segnalazione della donna che lo scorso 17 giugno aveva denunciato ai militari dell’Arma di avere subito negli anni della convivenza coniugale continue e ripetute minacce e violenze – sia fisiche sia morali – da parte del marito.

L’ultimo episodio si era verificato proprio la mattina del 17 giugno quando l’uomo, in un vero e proprio raptus di follia, dopo avere minacciato di uccidere i genitori della donna e la figlia – aveva prima tentato di strangolare la moglie e poi l’aveva ripetutamente schiaffeggiata. Decisivo, ai fini delle successive indagini dei militari dell’Arma è stato il contatto della vittima con un maresciallo dei carabinieri della stazione capoluogo. Il sottufficiale aveva fornito il proprio numero di telefono alla vittima nel caso in cui la stessa avesse avuto bisogno di aiuto.

La mattina successiva a quella della denuncia, il maresciallo era stato contattato dalla figlia della donna che aveva chiesto aiuto in quanto il padre stava nuovamente maltrattando la madre. Le delicate indagini hanno permesso di ricostruire un allarmante quadro familiare, caratterizzato da continue violenze e soprusi, iniziati già a partire dal 2006. Fondamentali si sono rivelati anche i video girati dalla donna nell’ambito delle mura domestiche che hanno consentito di riscontrare in modo oggettivo quanto dalla stessa era stato denunciato.

L’uomo, dopo le formalità di rito, è stato portato nel carcere napoletano di Poggioreale a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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