Torre Annunziata, stesa a colpi di kalashnikov: esplode la guerra per lo spaccio

Ciro Formisano,  

Torre Annunziata, stesa a colpi di kalashnikov: esplode la guerra per lo spaccio

L’allarme è scattato nella tarda serata di giovedì, intorno alle 22. Quando alla centrale operativa dei carabinieri è arrivata una chiamata. «Correte, stanno sparando su corso Vittorio Emanuele», ripete la voce dall’altra parte della cornetta. I militari dell’Arma, arrivati sul posto nel giro di pochi istanti, non hanno però trovato i sicari, ma due bossoli di kalashnikov che sono stati immediatamente sequestrati. Per gli investigatori sono le tracce di una stesa, i frammenti dell’ennesimo raid armato che fa ripiombare la città nel baratro della paura e della violenza. Le ipotesi al vaglio degli investigatori sono diverse. Ma la più accreditata è quella di un agguato intimidatorio destinato a qualche pregiudicato della zona. Il movente sarebbe da ricercare nell’ambito del controllo delle piazze di spaccio presenti sul territorio cittadino. La droga, dopotutto, rappresenta ancora la principale fonte di sostentamento per la criminalità organizzata e Torre Annunziata riveste – tutt’ora – un ruolo chiave nei principali traffici di sostanze stupefacenti della provincia di Napoli. Un’ipotesi, almeno per ora, alla quale lavorano gli investigatori chiamati a mettere insieme i tasselli dell’intricato mosaico criminale cittadino. A conferma che si sarebbe trattato di un raid intimidatorio c’è anche il fatto che i carabinieri della caserma di Torre Annunziata non hanno rilevato danni. Intanto, già nelle scorse ore, sono stati acquisiti i filmati di videosorveglianza della zona per riuscire a ricostruire l’esatta dinamica del raid armato e magari per identificare i protagonisti dell’ennesima stesa.

I precedenti   

Un episodio che assume contorni inquietanti soprattutto in relazione ai precedenti registrati nelle ultime due settimane. Il 13 giugno scorso, infatti, sempre su corso Vittorio Emanuele, era stata messa a segno un’altra stesa all’indirizzo dell’abitazione di un pregiudicato. In quella circostanza, però, i proiettili esplosi dai sicari avevano raggiunto e distrutto la finestra dell’abitazione dell’uomo. Anche in questo caso la pista investigativa maggiormente accreditata è quella di un regolamento di conti legato all’affare spaccio in città. Una settimana fa, invece, nel rione Penniniello, è stato gambizzato un diciassettenne, ferito da un colpo di arma da fuoco alla gamba destra.  La vittima ha provato a spiegare la sua versione alle forze dell’ordine, ma la ricostruzione fornita non ha convinto gli investigatori. E non si esclude che l’agguato sia legato, anche in questo caso, all’affare droga. Lo spaccio è il comune denominatore delle tre indagini. Dopotutto le recenti inchieste su droga e camorra a Torre Annunziata hanno portato all’attenzione l’ascesa delle nuove leve e il ruolo chiave assunto negli organigrammi criminali da ragazzi giovanissimi. Così come sono emersi i feroci contrasti legati al traffico di stupefacenti, vicende finite anche al centro dell’ultima inchiesta che ha colpito il “Quarto Sistema”, il nuovo sodalizio criminale disarticolato dall’Antimafia con base nel rione Penniniello. Un clan in aperta contrapposizione con i vecchi padrini.  Ipotesi, supposizioni. Di certo c’è che Torre Annunziata sprofonda nuovamente nella paura, travolta dal piombo e dalla violenza.

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