Nell’asilo dell’orrore botte con le bottiglie «Nessun perdono»

Elena Pontoriero,  

Nell’asilo dell’orrore botte con le bottiglie «Nessun perdono»

«Prima di perdonare le maestre, semmai fosse possibile, dovrò riuscire a perdonare me stessa per non aver capito subito quali erano i malesseri che, a modo suo, il mio bambino cercava di spiegarmi. Non parlava bene e ancora oggi continuano a echeggiare nella mia testa le sue parole “Mamma, maestre tottò”. Gli hanno fatto del male mentre lui non riusciva a difendersi». Comincia così il racconto di Concetta Marigliano, mamma di uno dei bimbi puniti perché “troppo vivace” e messi in castigo sulla “sedia camomilla”. A denunciare l’orrore, invece, è stata Angela Cascone, la mamma di un’altra vittima delle violenze in classe. «Dopo aver scoperto cosa accadeva all’asilo, tutti i genitori erano d’accordo a presentare denuncia contro le maestre ma – afferma Angela – la mattina seguente mi sono trovata da sola davanti alla caserma dei carabinieri. Non mi sono fermata e ho deciso di segnalare le violenze. Sia io che Concetta, la mamma dell’altro bimbo, abbiamo combattuto contro tutti, contro chi ha difeso a prescindere le due docenti, perché eravamo noi le bugiarde e i nostri figli troppo piccoli per raccontare la verità».

Legati con il nastro isolante e se non bastasse la violenza fisica si aggiungeva anche quella psicologica «ora chiamiamo i carabinieri ti portano via e non vedi più i tuoi genitori ». Un senso di colpa che accompagna ancora oggi Concetta Marigliano: «Invito tutte le mamme a notare anche un minimo particolare, perché è fondamentale per capire se il bambino abbia subito dei traumi. Purtroppo io l’ho notato al secondo anno di asilo, perché non avevano preso sul serio quelle poche parole che mio figlio mi diceva all’uscita da scuola». Ma un segnale più forte si era poi presentato a dicembre del 2019 ed è stato il campanello di allarme che ha portato alla luce i metodi violenti delle due maestre, oggi imputate e in attesa di sentenza dei giudici. «Sono stata chiamata dalla segreteria dell’asilo perché mio figlio, che da pochi giorni aveva compiuto 4 anni, non era riuscito a trattenere la pipì e si era sporcato i vestiti. La cosa mi è parsa strana, perché data l’età, da tempo aveva imparato a usare il bagno. Arrivata a scuola ho notato qualcosa di sconvolgente, c’erano lacrime negli occhi di mio figlio che non riuscivano a cadere giù.

Mi ha detto: portami a casa. Ho cercato di chiedere alle maestre se fosse accaduto qualcosa e loro mi hanno rassicurata, addirittura suggerendomi di non sgridarlo per essersi sporcato. La giornata è trascorsa nella normalità, mentre qualcosa ha scosso profondamente mio figlio poco prima di andare al letto». Il piccolo, stretto alla mamma, ha iniziato a confidarsi, spiegando che le maestre avevano inventato la sedia “camomilla” e che se non faceva il bravo arrivavano anche i carabinieri e lo portavano “in gabbia”. A quel punto Concetta Marigliano ha inviato velocemente un messaggio nel gruppo WhatsApp delle mamme «Sapete cosa è la sedia camomilla?». Tanto è bastato per aprire il vaso di Pandora e quelle vocine innocenti registrate dai genitori hanno confermato tutto: «E’ la sedia dove vengono legati con lo scotch due bimbi cattivi. Sono cattivi perché non vogliono disegnare o scrivere». In particolare, dunque, l’accanimento delle maestre sarebbe stato maggiormente nei confronti di due bambini, mentre per gli altri bastava «la bottiglietta di acqua contro la nuca. Ma loro la giustificavano come “un gioco” – spiegano le mamme- coraggio Concetta e Angela – Ai nostri bambini è stato fatto del male e senza nessun motivo». «Mio figlio non riesce più a disegnare o solo anche colorare» dice mamma Concetta che ha condiviso una drammatica storia con mamma Angela che replica: «Mio figlio ritornato a scuola non ha più parlato. Abbiamo dovuto sottoporlo a sedute di logopedia ».

Parlano le mamme dei bambini puniti in classe, legati sulla sedia “camomilla”

Concetta: «Mio figlio non disegna più». Angela: «Il mio per mesi non ha parlato»

Mamma Concetta

«Mio figlio ha testimoniato durante gli ascolti coi consulenti, quello che accadeva all’asilo. Violenze fisiche e psicologiche»

Mamma Angela

«Seduto sulla sedia camomilla poi le maestre gli facevano incrociare le mani davanti per legarle con lo scotch»

CRONACA