Il rogo minaccia le case, tre famiglie messe in salvo dai poliziotti a San Giuseppe Vesuviano

Andrea Ripa,  

Il rogo minaccia le case, tre famiglie messe in salvo dai poliziotti a San Giuseppe Vesuviano

Prima il boato, poi le fiamme il fumo che avvolge le case. Mentre s’aspetta l’arrivo dei pompieri, due poliziotti provano a portare in salvo le famiglie in preda al panico. Gli uomini in divisa armati di secchi pieni d’acqua tentano di domare le fiamme nell’attesa dei vigili del fuoco, intorno senso di distruzione e paura. Tanta. Sono le istantanee del pomeriggio da incubo che hanno vissuto i residenti del Secondo Cortile di via Caramagni, una stradina alla periferia a ridosso di via Croce Rossa a San Giuseppe Vesuviano. Un rogo causato dallo scoppio di una bombola nel giardino di un’abitazione ha costretto alla fuga tre nuclei familiari che vivono in quella zona. Hanno lasciato le abitazioni prima che la nube di fumo tossico avvolgesse le case. Nessuno è rimasto intossicato, anche grazie all’interno degli uomini della polizia di San Giuseppe Vesuviano. Gli agenti della squadra volanti, agli ordini del vice questore Maurizio D’Antonio, hanno prestato soccorso ai residenti di via Caramagni, li hanno scortati in una zona sicura e poi hanno provato a spegnere le fiamme, laddove possibile, con l’utilizzo di secchi di acqua e bottiglie. Scene da incubo su cui le forze dell’ordine hanno avviato un’indagine insieme ai vigili del fuoco. Restano da chiarire le cause dello scoppio della bombola che era situata nel giardino di una famiglia di imprenditori nel settore della torrefazione. Dopo la violenta esplosione, che s’è sentita anche al confine con la vicina Ottaviano, in via San Leonardo, è scoppiato il panico. Le fiamme divampate hanno incendiato gran parte del giardino dell’abitazione di una famiglia di imprenditori sangiuseppesi. Il rogo ha minacciato le case. In strada decine di persone, allertate dal forte boato verificatosi nel silenzio di un tranquillo primo pomeriggio di fine giugno. Alcuni chiamano la polizia, sul posto piomba una volante del commissariato di via Umberto Saba. E gli agenti cominciano a prestare i primi soccorsi alle persone. Tre famiglie vengono fatte allontanare dalle proprie abitazioni per alcune ore. Principalmente per tenerli quanto più lontano dal luogo dell’incidente, ma anche per evitare che restino intossicate dalla colonna di fumo nero che s’è alzata dal giardino incendiato. Tra le persone che vengono portate via dagli agenti della polizia anche un’anziana disabile, allettata. Prima che il fumo coprisse l’abitazione, i poliziotti sono riusciti a metterla in salvo ed affidarla ai parenti. Durante le operazioni di soccorso, i vigili del fuoco piombano nella stradina a ridosso di via Croce Rossa. Una camionetta dei vigil del fuoco si porta nei pressi dell’incendio. I pompieri domano definitivamente le fiamme dopo ore di fatica. Il fumo bianco che s’alza sul terreno annerito dall’incendio è il segnale che anche l’ultimo focolaio ha cessato di destare pericolo. Dopo ore, in serata, alle famiglie viene concesso di poter rientrare in casa. Tuttavia sul rogo scoppiato nel giardino adiacente l’abitazione di un imprenditore di San Giuseppe Vesuviano è stata avviata un’indagine. Una relazione dei vigili del fuoco dovrà far luce sulle origini del pericoloso incendio che ha minacciato le abitazioni del secondo Cortile di via Caramagni.

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