Papocchio-welfare a Torre del Greco: sparite due schede del piano sociale di zona

Alberto Dortucci,  

Papocchio-welfare a Torre del Greco: sparite due schede del piano sociale di zona
L'assessore Maria Pirozzi e il dirigente Andrea Formisano

Torre del Greco. L’ultimo papocchio alle politiche sociali scatena nuovi veleni in consiglio comunale, ma porta all’approvazione del piano di zona e alla proroga dei contratti di 17 precari del welfare. Potrebbe avere strascichi contabili il turbolento via libera della maggioranza agli interventi a sostegno delle fasce deboli del territorio. Perché all’opposizione di palazzo Baronale – a partire dal «soldato» Luigi Caldarola, riferimento dell’ex vicesindaco con delega alle politiche sociali Luisa Refuto – le spiegazioni sulla misteriosa «scomparsa» di due schede, tecnicamente stralciate dall’originario piano di zona, proprio non sono andate giù. E la Corte dei Conti di Napoli, a breve, potrebbe ricevere ulteriori «segnalazioni» da Torre del Greco.

Lo scontro politico

Che la nuova «gestione politica» del welfare – rappresentata dall’accoppiata formata da Antonio D’Ambrosio e Alessandra Tabernacoli, sponsor della «straniera» Maria Pirozzi – fosse intenzionata a tagliare i ponti con il passato era stato chiaro già dal giorno dell’insediamento post-inciucio. Una linea dura capace di scatenare nuove polemiche sull’unico punto trattato durante l’ultimo consiglio comunale, appunto l’approvazione del piano sociale di zona. Al termine di due ore di discussione, la maggioranza – a dispetto delle eccezioni sollevate in aula e delle arrangiate giustificazioni del dirigente Andrea Formisano – ha approvato il documento grazie a cui, successivamente, la giunta targata Giovanni Palomba ha potuto prorogare i contratti di 17 precari in scadenza proprio il 30 giugno.

I figli di un Dio minore

Ma la squadra di governo cittadino, come anticipato a inizio mese da una contestata nota dell’assessore Maria Pirozzi, non ha rinnovato i rapporti di lavoro a tutti gli assistenti sociali e agli amministrativi in forza al settore politiche sociali. Una scelta collegata alle frizioni registrate con il nuovo corso e interpretata come una sorta di «vendetta» destinata a innescare ulteriori esposti. Intanto, tuttavia, i vertici della Cisl Funzione Pubblica di Napoli salutano con soddisfazione la fumata bianca arrivata al termine di serrate trattative: «Lo spirito di abnegazione delle lavoratrici da un lato e la necessità di personale dell’amministrazione comunale dall’altro hanno reso possibile un lavoro armoniosamente sinergico per garantire i servizi di prossimità alla cittadinanza soprattutto in questo periodo difficile», le parole del segretario Luigi D’Emilio, con la componente della segreteria Maria Uccello e il capo dipartimento Giuseppe Manfredi. I dipendenti erano stati assunti a tempo determinato dopo avere partecipato a una selezione ed erano stati chiamati in servizio lo scorso marzo. Esattamente come i colleghi tagliati fuori dall’elenco delle proroghe.

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