Longo: «Fiero di aver dato tutto per la Turris»

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Longo: «Fiero di aver dato tutto per la Turris»

Fabio Longo rappresenta per Torre del Greco qualcosa più di un semplice attaccante che ha fatto gioire un’intera città per 47 volte in 87 partite. Con le sue reti spettacolari, la sua cattiveria agonistica e l’attaccamento alla maglia ha contribuito, insieme al duo Colantonio-Primicile, a cancellare le sofferenze e le umiliazioni di una piazza assetata di calcio professionistico: “Ancora adesso faccio fatica a pensare di non essere un tesserato di quella società. Resterò legato per sempre alla dirigenza, ai tifosi ed alla città. Nel calcio tutto ha un inizio ed una fine. Le strade mie e della Turris per adesso si dividono – racconta il centravanti il cui contratto è scaduto lo scorso 30 giugno – ma il mio legame affettivo con Colantonio durerà a vita. Aver conosciuto persone dai valori umani così elevati come il presidente, non ha prezzo per me. Il nostro rapporto va al di là del calcio, tra di noi ci basta veramente uno sguardo per capirci”.
Hai detto “per adesso le nostre strade si dividono”. Dobbiamo aspettarci un clamoroso colpo di scena?
“Ad oggi il mio contratto è scaduto, ma quotidianamente sono in contatto con il presidente. Chissà…”.
Fabio, sono stati tre anni molto intensi a Torre. Cosa hanno lasciato in te?
“Sono passati troppo in fretta! E’ stata un’esperienza forte, portare la fascia di un club così blasonato di una città storica è stato un enorme motivo d’orgoglio. Non nascondo che proprio questo aspetto mi abbia portato a spingere il mio corpo e la mia testa ben oltre le reali possibilità. Ho dato più di me stesso per quei colori e lo rifarei altre migliaia di volte. Ho vissuto emozioni incredibili, sono sentimenti che resteranno indelebili”.
La rete più bella e la gara che avresti voluto rigiocare di questo triennio?
“Il gol più bello resta quello contro il Castrovillari. Dopo quella prodezza, i tifosi mi fermavano per strada chiedendomi foto ed autografi come se fossi un calciatore di serie A. L’affetto di questa gente è qualcosa di indescrivibile, ti fa sentire un giocatore vero. La partita che invece giocherei anche domani è senza dubbio quella in casa contro il Latte Dolce. Se ci ripenso, mi arrabbio ancora”.
L’ultimo anno è stato molto particolare sul piano personale
“E’ stata un’annata nera. Dovevo debuttare contro l’Avellino ma poi mi feci male alla caviglia restando fuori tre mesi. Successivamente rientro, inizio a mettere minuti ma poi mi becco il Covid. Ho fatto dieci partite da titolare segnando quattro gol. Credo se avessi avuto più fortuna sul piano fisico avrei aumentato il mio score realizzativo”.
Pochi gol ma pesanti, sulla salvezza c’è la tua firma contro il Catania
“E’ stata una rete importantissima, venivamo da un periodo negativo culminato con un derby perso male. In tanti, al fischio finale della gara contro gli etnei, mi hanno detto: “Ci hai salvato”. Per questa maglia ho sofferto parecchio nell’ultimo anno. Ho accettato in silenzio scelte tecniche senza mai fare polemica perché ho messo sempre la Turris davanti a tutto. Sono fiero di averlo fatto perché chi viene a Torre deve capire quanto sia importante il contesto in cui ti trovi. L’aver portato questo club in paradiso con la promozione salvandolo poi dalle porte dell’inferno, vale per il sottoscritto più di ogni cosa”.
Se non ci sarà quel ‘colpo di scena’ resterai comunque un tifoso…
“Assolutamente sì. A tal proposito voglio lanciare un messaggio agli sportivi torresi: date fiducia a questa società che vi farà togliere ancora tantissime soddisfazioni”.
E da tifoso chi sogni come eventuale erede della tua 9?
“Nessuno, quel numero a Torre può essere solo mio (ride ndr)” .
Bruno Galvan

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