Torre del Greco, ultimo scoglio per Palomba. Poi via libera fino al 2022

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, ultimo scoglio per Palomba. Poi via libera fino al 2022
Il sindaco Giovanni Palomba

Torre del Greco. C’è una data segnata in rosso sul calendario del sindaco Giovanni Palomba: venerdì 16 luglio, solennità della beata vergine del Carmine. Le celebrazioni religiose e le ricorrenze familiari, stavolta, non c’entrano: il superamento della metà del mese, infatti, potrebbe essere decisivo sotto il profilo politico perché garantirebbe allo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio la permanenza sulla poltrona da numero uno di palazzo Baronale (almeno) fino al 2022 e scaccerebbe lo spettro del ritorno alle urne già il prossimo autunno.

L’ultimo scoglio

Il primo cittadino uscito vincitore dalle «elezioni delle 20 euro» del 2018 ha superato lo scorso 26 giugno il traguardo dei tre anni con la fascia tricolore, scalando al terzo posto della classifica dei sindaci più «longevi» alle spalle di Ciro Borriello – l’unico a completare il mandato negli ultimi 30 anni – e Valerio Ciavolino. Tre giorni dopo, in occasione dell’ultimo consiglio comunale convocato dal presidente dell’assise Gaetano Frulio, avrebbe dovuto portare in aula – secondo gli accordi stretti a fine maggio con gli alleati – la maxi-manovra dell’estate, messa a punto per «accontentare» le richieste di tutti i componenti della coalizione. Ma il documento, alla fine, non è stato neanche messo all’ordine del giorno dei lavori per imprevisti «rallentamenti» dell’ultimo minuto legati ai malumori di diversi esponenti della «prima» maggioranza per i trattamenti di favore riservati agli «ultimi arrivati» in coalizione. Insomma, al momento, i conti non tornano.

La prossima riunione

Decisiva, a questo punto, potrebbe essere la prossima seduta del consiglio comunale. E a palazzo Baronale già sono iniziati i calcoli per provare a frenare sul nascere eventuali «colpi di testa». Il tempo, come già accaduto in varie occasioni in passato, scorre in favore del mobiliere di via monsignor Felice Romano. Se la seduta dell’assise dovesse essere convocata dopo venerdì 16 luglio – al momento, non è stato neanche calendarizzato il giorno per la riunione di capigruppo – conti alla mano non ci sarebbero i tempi tecnici per la «gestione» di una nuova crisi politica. Quindi, in caso di mancato accordo, gli eventuali consiglieri comunali rimasti delusi dalla maxi-manovra non potrebbero neanche forzare la mano con il primo cittadino. Perché, a partire dal 16 luglio, in caso di dimissioni di Giovanni Palomba non ci sarebbe – calcolati i 20 giorni per l’eventuale ritiro delle stesse – il tempo per fare rientrare Torre del Greco nella tornata elettorale di ottobre. E l’ipotesi di restare un anno fermi e senza lo «stipendio» del Comune proprio non piace alla casta di palazzo Baronale.

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