Deiulemar, ultimo assalto: ricorso di 150 risparmiatori contro Consob e Kpmg

Alberto Dortucci,  

Deiulemar, ultimo assalto: ricorso di 150 risparmiatori contro Consob e Kpmg
Un corteo di protesta degli obbligazionisti

Torre del Greco. Un ultimo assalto per provare a trascinare in giudizio Consob e Kpmg, sotto accusa per le «omissioni» su conti e bilanci della Deiulemar compagnia di navigazione. è la crociata promossa da circa 150 obbligazionisti dell’ex colosso dell’economia all’ombra del Vesuvio, pronti a incaricare i referenti locali dell’Adusbef – associazione a difesa dei consumatori, specializzata nel settore bancario – a presentare ricorso in cassazione contro la sentenza con cui la Corte d’Appello di Napoli ha indicato nella curatela fallimentare l’unico soggetto deputato all’azione legale contro gli organi di controllo.

L’incontro dei truffati

Il braccio di ferro contro Consob e Kpmg è stato, già a partire dalle prime battute del calvario infinito del popolo di truffati dagli armatori-vampiri, uno dei «cavalli di battaglia» dei difensori dei risparmiatori. Perché – il teorema degli avvocati – proprio le «distrazioni» degli organi di controllo in merito ai flussi di denaro movimentati dall’ex colosso economico di via Tironi avrebbero in qualche modo favorito il tracollo della Deiulemar compagnia di navigazione. Eppure, secondo la Corte d’Appello di Napoli, solo la curatela fallimentare e non i singoli risparmiatori possono «aggredire» Consob e Kpmg. Un verdetto particolarmente contestato dalle vittime degli armatori-vampiri e finito – a inizio giugno – al centro di un partecipato incontro promosso dall’avvocato Monica Cirillo, in rappresentanza di Adusbef, all’interno dell’ex palestra Gil. Una riunione in cui sono stati sviscerati tutti i pro e i contro di una nuova azione legale, finalizzata a ribaltare la sentenza di secondo grado e a consentire ai risparmiatori di trascinare in giudizio gli organi di controllo.

Il ricorso finale

Alla fine, circa 150 assistiti dell’avvocato Monica Cirillo hanno deciso di giocare l’ultima carta e sottoscrivere il ricorso in cassazione. Un ricorso, ovviamente, tecnico e a cui sono legate le residue speranze dei truffati di aprire un nuovo fronte giudiziario: «Per la Corte d’Appello di Napoli – rimarca l’avvocato Monica Cirillo – il capitano Michele Iuliano, ex amministratore unico della Deiulemar compagnia di navigazione, avrebbe dato false informazioni ai risparmiatori su dove andasse a finire il denaro investito, ma secondo i magistrati ad agire contro gli organi di controllo deve essere solo la curatela fallimentare e non i singoli obbligazionisti». Un’interpretazione della norma ritenuta «non in linea» con pronunciamenti relativi a casi analoghi, a partire proprio dal crac Parmalat a cui è stato – naturalmente, in proporzione – accostato il fallimento da 800 milioni di euro della Deiulemar compagnia di navigazione. Di qui, il ricorso agli ermellini di Roma per provare a ribaltare la vicenda in favore degli obbligazionisti.

L’estate calda

Il ricorso in cassazione sottoscritto dai 150 assistiti dell’Adusbef rappresenta l’unico elemento di novità del lungo calvario delle 13.000 famiglie di truffati. Si resta in attesa di novità, invece, per diverse questioni-chiave a partire dal braccio di ferro da 393 milioni con Bank of Valletta – in pratica il 40% del tesoro sparito insieme alla Deiulemar compagnia di navigazione – fino ai soldi del trust di Lugano, passando per il nuovo processo d’appello agli armatori-vampiri per la rideterminazione di alcune pene. Attesa, in qualche caso, lunga fino a due anni.

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